Turchia, crollo in miniera: 18 arresti. Continua la repressione degli scontri

Nuovo incendio in miniera durante i soccorsi

18 maggio: sono state arrestate nella mattinata 18 persone con l'accusa di essere responsabili della strage nella miniera di Soma, costata la vita a 301 minatori. Fra gli arrestati ci sono dirigenti della società che sfrutta la miniera di carbone nell'ovest del paese, sospettati di negligenza.

Proseguono intanto le manifestazioni di protesta in tutto il paese, represse con brutalità dalle forze dell'ordine. Il governo ha vietato le manifestazioni e sono stati allestiti posti di blocco agli ingressi della città di Soma, dove sono stati picchiati e arrestati 15 avvocati arrivati ad assistere le famiglie delle 301 vittime.

Sale a 301 il bilancio dei morti


Aggiornamento 21:30. È di 301, e si avvia a essere definitivo, il bilancio delle vittime della miniera di Soma, contando anche i morti di oggi per il nuovo incendio che si è sviluppato. Si dispera ormai di poter trovare vivi i due minatori dispersi. Comtinuano intanto gli scontri, con dure proteste nei confronti del proprietario della miniera, accusato di negligenza.

Aggiornamento 17 maggio, ore 13:00 Sale a 299 il bilancio dei morti nella miniera di Soma, in Turchia, mentre 3 minatori sono ancora intrappolati sotto le macerie.

Il ministro turco dell'Energia ha spiegato che stamattina si è verificato un nuovo incendio nella miniera, che ha reso ancora più difficili i soccorsi. Le cause dell'incidente sono ancora da accertare, ma pare probabile che l'esplosione sia stata causata da un guasto elettrico.

Ore 09.12 Un minatore ucciso dalle esalazioni di monossido di carbonio è stato trovato con in mano un biglietto di addio al figlio scritto al buio nella vana attesa che arrivassero i soccorsi: “Per favore, dammi la tua benedizione, figlio!”. I minatori hanno raggiunto una camera di sicurezza e hanno respirato a turno dalle bombole a ossigeno lì presenti. Ma i soccorsi non sono arrivati in tempo.

0re 09.09 Le vittime accertate sono 283, ma si tratta dei corpi portati in superficie. Il fuoco continua a divampare nella miniera dove dovrebbero trovarsi altri 90 minatori che, difficilmente, saranno sopravvissuti alle fiamme e alle esalazioni di monossido di carbonio. Tre giorni di lutto nazionale nel Paese.

Aggiornamento venerdì 16 maggio, ore 08.55 - In Turchia si allarga il fronte della protesta dopo la tragedia di Soma: i sindacati accusano le autorità di non avere prestato attenzione alle richieste di maggiori precauzioni e politiche per la messa in sicurezza della miniera. Proteste, con scontri fra manifestanti e forze dell’ordine si sono verifcati in tutto il Paese, ad Ankara, Smirne e Istanbul. Erdogan è stato duramente contestato per avere dichiarato che le tragedie nelle miniere “fanno parte della natura del mestiere”. Ha fatto il giro della Rete la foto del suo consigliere Yusuf Yerkel che prendeva a calci un manifestante di Soma a terra.

Aggiornamento giovedì 15 maggio, ore 17.26 - Continuano affannosamente le ricerche dei dispersi nella miniera di Soma, in Turchia: il governo turco ha rifiutato le offerte da aiuto avanzate da diversi Paesi stranieri, tra i quali l'Italia. Secondo quanto riferito dal quotidiano Hurriyet online, la direzione disastri Afad ha respinto le offerte di assistenza estere di Israele, Usa, Grecia, Germania, Francia, Italia, Polonia, Iran, come pure l'Ue.
Decine di minatori sono ancora intrappolati, ma sono pari a zero le speranze che ci siano sopravvissuti.

Nel frattempo continuano in tutto il paese le vibranti proteste sia dei lavoratori del settore energetico e minerario sia che di molti liberi cittadini ed attivisti, sulla scia delle proteste che sfociarono nei durissimi giorni di piazza Taksim. Su Twitter sono due le foto (che rappresentano la stessa scena da differenti angolazioni) che fanno discutere:

Nelle foto si vede chiaramente Yusuf Yerkel, consigliere del primo ministro turco Erdogan, prendere a calci un manifestante che protestava ieri per le drammatiche condizioni di lavoro nelle miniere turche. La fotografia ha fatto immediatamente il giro dei social network turchi ed internazionali.

Aggiornamento 15 maggio, ore 10.14 - Continua a salire il bilancio dei morti nella miniera turca di Soma, in quello che è il più grave disastro industriale nella storia del Paese: sono 282 i minatori di cui sono stati già rinvenuti i corpi senza vita, ma sono ancora decine quelli ancora bloccati a oltre 400 metri sotto terra.

Le speranze di salvare i minatori (120 scrive l'Ansa, 150 il Corriere della Sera) ancora in miniera sono praticamente nulle, spiegano le autorità turche: ieri il premier Recep Tayyip Erdogan è stato contestato duramente a Soma: decine di parenti delle vittime lo hanno accolto con fischi e grida di "dimissioni", la sua auto è stata presa a calci ed Erdogan si è dovuto rifugiare in un supermercato, spinto dalle guardie del corpo, in attesa di un ritorno alla calma.

Il ministro dell’energia Taner Yildiz ha detto che i soccorritori si concentrano su due zone all’interno della miniera: nella struttura sta ancora divampando un incendio, che ostacola le operazioni di salvataggio. Il governo turco ha proclamato tre giorni di lutto nazionale.

Turchia, esplosione in miniera: oltre 280 morti, proteste a Istanbul ed Ankara

18.20: il ministro dell’Energia turco Taner Yildiz ha aggiornato il bilancio dei morti, ancora provvisorio: 245 vittime.

18.01: a poche ore dalla tragedia arrivano le accuse da parte delle persone direttamente coinvolte, i minatori che lavorano nella struttura di Soma. Uno di loro, Oktay Berrin, ha deciso di metterci la faccia per denunciare pubblicamente come i lavoratori non siano protetti:

Non c’è alcuna sicurezza nella miniera. I sindacati sono solo delle marionette e il nostro management pensa solo al profitto.

Intanto è stato confermato che uno dei minatori rimasti uccisi aveva appena 15 anni. Si chiamava Kemal Yildiz e la sua famiglia si è chiusa nel più stretto riserbo, evitando di rilasciare dichiarazioni alla stampa.

17.05: anche nella città di Soma, dove proseguono le operazioni di recupero dei corpo e del salvataggio dei superstiti si cominciano a registrare scontri e manifestazioni violente. I cittadini attribuiscono la responsabilità di quanto accaduto al governo e inveiscono contro il primo ministro Erdogan al grido di “assassino” e “ladro”. E ricomincia il coro: i cittadini chiedono le dimissioni del premier.

16.24: Esra Dogramaci di BBC World Service spiega che una tragedia come questa, in un Paese da troppo tempo scontento del proprio Governo, rappresenta la scintilla che darà il via - e lo sta già facendo - a nuove proteste da una parte all’altra del Paese. I cittadini danno la colpa al Governo che ha sottovalutato importanza delle procedure di sicurezza. Lo stipendio medio dei minatori in Turchia, è sempre la BBC a rivelarlo, si aggira intorno ai 12-15 euro al giorno.

16.00: sarebbero 120 le persone ancora intrappolate nella miniera di Soma in seguito all’esplosione di ieri. Le operazioni di soccorso e recupero procedono senza sosta, mentre sono già cominciate le proteste dei cittadini: ad Ankara circa 800 persone stanno manifestando tutto il proprio dissenso contro il governo di Erdogan arrivando anche a lanciare pietre contro le forze dell’ordine. Ad Istanbul, invece, decine di manifestanti hanno preso d’assalto la sede principale della Soma Holding, la ditta che possiede la miniera in cui è avvenuta la tragedia.

15.00: aumenta ancora il numero delle vittime. Il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan, nel fare le condoglianze alle famiglie e al resto della Nazione, ha confermato al momento risultano le persone decedute nella miniera sono 238, mentre sarebbero almeno 80 i feriti.

Erdogan, durante la conferenza stampa a Soma, ha precisato che verrà fatta luce sull’accaduto, un’indagine approfondita che farà emergere cosa sia accaduto e valutare le eventuali responsabilità.

Le foto dalla miniera in Turchia
Le foto dalla miniera in Turchia
Le foto dalla miniera in Turchia
Le foto dalla miniera in Turchia
Le foto dalla miniera in Turchia
Le foto dalla miniera in Turchia
Le foto dalla miniera in Turchia
Le foto dalla miniera in Turchia
Le foto dalla miniera in Turchia
Le foto dalla miniera in Turchia

11.20: oggi, in udienza generale, Papa Francesco ha lanciato un appello a tutti i fedeli, un invito a pregare per i minatori deceduti nell’esplosione in Turchia:

Vi invito a pregare per i minatori che ieri sono morti e per quanti si trovano ancora intrappolati nelle gallerie. Il Signore accolga i defunti nella sua casa e dia conforto ai loro familiari.

Nel frattempo dalla miniera di carbone di Soma non arrivano buone notizie. Il numero delle vittime resta fermo a 205, tra questi anche un ragazzino di 15 anni, mentre le riserve di aria per i circa 200 minatori ancora intrappolati a due chilometri di profondità scarseggiano nonostante i soccorritori continuino senza sosta a pompare aria fresca verso le gallerie.

10.16: il ministro Yildiz ha confermato che il bilancio provvisorio è di 205 vittime, ma la situazione è delicata e muta di minuto in minuto. Si stima che al momento circa 200 minatori sarebbero ancora intrappolati e le speranze di riuscire a trarli in salvo si fanno sempre più deboli. Intanto il governo di Recep Tayyip Erdogan ha già proclamato tre giorni di lutto nazionale.

Aggiornamento 14 maggio, 8.40: il bilancio si è drammaticamente aggravato, fonti ufficiali parlano almeno di 201 morti, ma si tratta ancora di un bilancio provvisorio. Il ministro dell’Energia turco Taner Yildiz ha confermato che all’interno della miniera di Soma, al momento dell’esplosione, si trovavano 787 persone, ma solo 360 di loro sono già stati identificati, tra vittime e sopravvissuti. Molti altri sono ancora intrappolati a circa 2 chilometri di profondità e a quattro chilometri dall’ingresso della miniera.

1.23: a mano a mano che giungono le notizie, si profila una vera e propria strage. Secondo l'unità di crisi le vittime sarebbero almeno 70.

Il sindaco di Manisa, invece, come scrive l'Ansa, ha parlato di 157 morti.

TURKEY-MINE-BLAST

23.52: sono 21 gli operai tratti in salvo. Intanto viene pompata aria pulita all'interno della miniera.

23.45: è una corsa contro il tempo. Recep Tayyip Erdogan ha annullato una visita in Albania prevista per domani. Il timore è che i morti potrebbero essere molti più di quelli annunciati (fino a questo momento almeno 17).

Le foto dalla miniera in Turchia

Le foto dalla miniera in Turchia

Le foto dalla miniera in Turchia
Le foto dalla miniera in Turchia
Le foto dalla miniera in Turchia
Le foto dalla miniera in Turchia
Le foto dalla miniera in Turchia

L’incidente, avvenuto nella provincia di Manisa, potrebbe essere stato causato da un incendio

Sono fra i duecento e i trecento gli operai rimasti intrappolati dall’esplosione avvenuta in una miniera di carbone situata nei pressi di Soma, nella provincia di Manisa, nella Turchia Occidentale. A riferirlo sono le autorità locali che hanno comunicato che nell’incidente hanno perso la vita venti persone, mentre altre venti hanno riportato delle ferite. Il governatore della provincia Mehmet Bahattin Atci ha riferito che almeno una ventina di operai sono stati tratti in salvo e che, complessivamente, altri 280 minatori sono riusciti a salire in superficie dopo lo scoppio.

Ma le operazioni di soccorso proseguono perché l’esplosione ha fatto crollare le pareti della miniera e vi sarebbero fra i 200 e i 300 minatori intrappolati a circa quattro chilometri dall’uscita del pozzo.

L’esplosione è avvenuta a due chilometri di profondità ed è stata probabilmente causata da un corto circuito che ha scatenato un incendio, rendendo inutilizzabile l’ascensore.

Le squadre di soccorso giunte sul luogo hanno estratto da sotto le macerie venti cadaveri.

“Venti operai sono rimasti uccisi e trenta feriti nell’incidente. Sono morti per soffocamento e per le ustioni riportate”, ha commentato Muzaffer Yurttas, un parlamentare del partito Giustizia e Sviluppo (Akp), intervistato dall’emittente televisiva Ntv.

RWE Struggles To Remain Profitable, Mulls Closing Garzweiler Mine

Foto © Getty Images

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO