Migranti, le immagini drammatiche dei morti sui fondali dell'Isola dei Conigli

Le immagini dei sommozzatori mostrano il relitto affondato il 3 ottobre scorso al largo dell'Isola dei Conigli: il bilancio fu di 366 morti

Dopo che ieri Frontex, l'Agenzia europea per l'immigrazione, ha diffuso i drammatici dati sugli sbarchi nel canale di Sicilia e dopo che nelle ultime settimane è cresciuto esponenzialmente il numero di migranti giunti drammaticamente sulle coste italiane (ma anche in Spagna e a Malta hanno gli stessi problemi), nella tarda serata di ieri Repubblica.it ha diffuso alcune immagini girate dai sommozzatori che per giorni si sono immersi a largo dell'Isola dei Conigli dopo il naufragio del 3 ottobre scorso.

L'estenuante ricerca dei corpi dei migranti in mare si è rivelata anch'essa un dramma: le immagini sono piuttosto esplicite, per questo ne sconsigliamo la visione a chi è impressionabile, e mostrano il relitto affondato il 3 ottobre scorso pieno di cadaveri di migranti adagiati sui fondali del canale di Sicilia.

La più grande tragedia di immigrazione che ha colpito la storia recente del Mediterraneo è anche nei fotogrammi girati dai sommozzatori delle forze dell'ordine, riordinati da Giusi Spica e pubblicati su Repubblica: il bilancio di quella tragedia fu di 366 morti (41 minori), 20 dispersi e 155 superstiti; ciascuno di loro aveva pagato tremila dollari per il passaggio ai trafficanti.

Come giustamente scrive il quotidiano il valore del video è quello di un documento storico, che mostra come l'orrore umano non abbia fine nè nella tragedia dei migranti nè nell'accoglienza pressocchè inesistente garantita dall'Unione Europea, totalmente delegata ai singoli stati colpiti dagli sbarchi (Malta, Grecia, Italia, Spagna). Il barcone del 3 ottobre 2013 trasportava migranti provenienti da Eritrea, Somalia e Ghana: si ribaltò a pochi metri dall'isola dei Conigli e in molti, quasi tutti, persero la vita perchè non sapevano nuotare, perchè nessuno li aveva avvistati, perchè il panico è una brutta bestia da gestire se sei disperato.

I corpi abbracciati tra loro sul fondo del mare dovrebbero essere una condanna per le politiche migratorie europee, un atto d'accusa forte e potente che a Bruxelles sembrano non riuscire a sentire:

"È diventata la nostra normalità, siamo noi l'Italia che ha imparato tutto sui migranti che affogano e su come affogano, sappiamo da dove vengono e dove vogliono arrivare, quali sono i loro sogni, cosa hanno lasciato. Sappiamo tutto di loro. In molti proviamo pietà, alcuni provano o dicono di provare fastidio. In molti soffriamo, altri s'incazzano perché sono morti qui, proprio qui da noi, in quell'Italia che non li vorrebbe mai né vivi e né morti. Politicamente corretti e politicamente scorretti, pregiudizi, ideologie, razzismi, stupidità che diventa malvagità. E c'è chi prega, chi dichiara, c'è chi promette e chi minaccia."

scrive Attilio Bolzoni su Repubblica di oggi. E' proprio così: le tragedie dei migranti sono la nostra normalità e il nostro oblio di civiltà.

Via | laRepubblica

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