Afghanistan, scambio prigionieri Usa-taliban: liberato l'ultimo soldato americano e 5 detenuti a Guantanamo

Il sergente Bergdahl era nelle mani dei Talebani dal giugno 2009, lo scambio di prigionieri ha riguardato cinque figure di primo piano tra politici e comandanti militari del regime talebano

L'ultimo soldato americano, il sergente Bowe Bergdahl, di 28 anni, nelle mani dei talebani in Afghanistan dal 2009 è stato liberato in cambio della liberazione di 5 detenuti di Guantanamo.

Il giovane sarebbe in ottime condizioni e in grado di camminare da solo: con una conferenza stampa il Presidente Barack Obama, accompagnato dai parenti più stretti del militare, ha voluto congratularsi per le trattative e per il buon esito dell'operazione di scambio prigionieri:

"Oggi il popolo americano è felice di poter accogliere a casa il sergente Bowe Bergdahl. In nome del popolo americano ho avuto l'onore di chiamare i suoi genitori per esprimere la nostra gioia perché potranno attendere il suo ritorno, tenendo a mente il loro coraggio e i sacrifici che hanno dovuto sopportare in questo difficile periodo [...] l'America non lascia i suoi uomini e le suo donne in divisa sul campo di battaglia. Il nostro impegno d'acciaio è quello di riportare a casa tutti i militari americani ingiustamente detenuti."

Le forze speciali americane hanno prelevato il sergente dalle mani dei talebani intorno alle 10.30 del mattino di ieri, le 16.30 italiane, e lo hanno poi caricato su un elicottero per trasferirlo in una zona sicura: secondo alcune indiscrezioni, una volta a bordo Bergdahl avrebbe chiesto, scrivendo su un foglio di carta a causa del forte rumore, "S.F.?", ovvero Special Forces. Uno dei soldati gli avrebbe risposto: "Sì, ti stavamo cercando da molto tempo" e Bergdahl sarebbe quindi scoppiato in lacrime.

Bergdahl si troverebbe ora nella base americana di Bagram, dalla quale sarà presto trasferito all'ospedale militare americano a Landstuhl, in Germania. I parenti del militare si sono detti felici e sollevati per la sua liberazione, che pure all'amministrazione americana è costata la storica liberazione di ben 5 detenuti di Guantanamo.

Secondo quanto apprende il quotidiano Repubblica infatti si sarebbe trattato di un vero e proprio scambio di prigionieri tra l'amministrazione statunitense e gli insorti afghani, un fatto nuovissimo (almeno alla luce del sole). La trattativa si sarebbe tenuta in Qatar ed avrebbe portato alla liberazione del mullah Abdul Haq Wasiq, vice ministro talebano dell'intelligence, del mullah Norullah Nori, alto comandante talebano nella città settentrionale di Mazar-e-Sharif dove i talebani hanno combattuto le forze americane alla fine del 2001, Khairullah Khairkhwa, che ha ricoperto vari ruoli, tra cui il ministro degli Interni, e aveva legami diretti con il mullah Omar e Osama Bin Laden, Mohammed Nabi, prima capo della sicurezza per i talebani a Qalat, in Afghanistan, e in seguito al centro radio per l'ufficio comunicazioni dei talebani a Kabul, Mohammad Fazl, che secondo Human Rights Watch potrebbe essere perseguito per crimini di guerra in quanto avrebbe organizzato l'uccisione di massa di musulmani sciiti in Afghanistan nel 2000 e 2001.

President Obama Makes A Statement On Release Of Army Sgt. Bowe Bergdahl

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