Libia: ucciso impiegato svizzero della Croce Rossa Internazionale

Ucciso a colpi d'arma da fuoco, in Libia, il responsabile svizzero del Comitato della Croce Rossa Internazionale

Uomini armati hanno fatto fuoco davanti alla sede della Croce Rossa Internazionale, a Sirte, in Libia, uccidendo un impiegato svizzero dell'organizzazione. A colpirlo uomini che erano all'interno di una jeep dai vetri oscurati. Un portavoce della Croce Rossa ha detto:

"Erano in un'auto senza insegne della Croce Rossa, ultimamente preferiamo usare auto anonime perché i simboli della Cri sono visti male dalla popolazione".

Poco prima dell'azione che ha ucciso il cittadino svizzero, c'era stato il tentato attentato suicida contro il generale Khalifa Haktar a Bengasi. Tre guardie del corpo del militare, che combatte le milizie islamiche, sono state uccise nell'episodio. A Tripoli, invece, martedì notte la sede del governo filo islamico era stato a sua volta colpito da un razzo che ha provocato danni, ma non vittime.

Fonti libiche della sicurezza, citate dall'agenzia Xinhua, hanno fatto sapere che l'impiegato svizzero ucciso era il responsabile della sede di Misurata del Comitato Internazionale della Croce Rossa, Michael Jones. Quest'ultimo era da poco uscito da una riunione a Sirte e viaggiava in auto insieme ad alcuni colleghi. Il veicolo è stato affiancato da un pickup Chevrolet, da cui sono partiti i colpi mortali.

Poche ore prima dell'attentato, il Comitato della Croce Rossa Internazionale aveva manifestato apprensione per le rischiose condizioni in cui si trova a operare il personale umanitario, impegnato negli ultimi giorni a Bengasi nei soccorsi alle persone ferite nei recenti scontri. Una paura che, purtroppo, è stata confermata a stretto giro di posta.

Cri

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