Brasile 2014: otto arresti preventivi tra esponenti dei movimenti di protesta

Da maggio a oggi sono 17 le persone arrestate dalla polizia per evitare proteste organizzate durante i mondiali.

Arresti preventivi per evitare che i movimenti di protesta tornino a colpire durante i mondiali in Brasile. Il tutto è avvenuto ieri mattina a Rio de Janeiro, quando il dipartimento repressione dei crimini informatici è entrata nelle case di alcuni noti attivisti per sequestrare computer, hard disk, cellulari e per arrestare alcuni dei rispettivi proprietari. Otto persone sono finite in cella nella mattinata di ieri, tra cui un minorenne.

Tra gli arrestati sono finiti anche alcune figure di spicco dei movimenti di protesta brasiliani: l'avvocato per i diritti civili Eloisa Ramos, il cineoperatori Thiago Samy ed Elisa Quadros (Sininho). Quest'ultimo un arresto decisamente sospetto visto che avrebbe dovuto testimoniare proprio oggi contro il maggiore dell'esercito Fabio Pinto Gonçalves, accusato di aver arrestato i dimostranti durante la Confederations Cup dello scorso anno fabbricando prove false. E non è nemmeno dato sapere quali sono le motivazioni che hanno portato all'arresto, visto che le leggi sul terrorismo consentono alle forze dell'ordine di non dichiarare le ragioni.

Si arriva così a 17 arresti totali dal mese di maggio, alcuni dei quali basati sul semplice sospetto che avrebbero potuto partecipare ai cortei di protesta che il governo brasiliano teme possano rovinare l'immagine dei Mondiali 2014 e che teme soprattutto possano andare in scena oggi, rovinando l'inaugurazione del grande evento. Proteste guidate principalmente dai movimenti per la casa, ma che hanno unito tante diverse sigle sotto lo slogan "non ci sarà la Coppa".

Tra le manifestazioni che hanno maggiormente preoccupato il governo, e portato alla legge d'emergenza nello stato di San Paolo contro la devastazione e il saccheggio, c'è stato il blocco della metropolitana proprio della città di San Paolo. Proteste che stanno coinvolgendo comunque diversi strati della popolazione (tra cui anche alcuni funzionari della polizia federale) e che hanno come obiettivo quello di costringere la presidente Rousseff a trovare una soluzione in tempi rapidi di problemi come la grande diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza, l’alto tasso di criminalità, l’inadeguatezza della rete d’infrastrutture e la corruzione diffusa a tutti i livelli della politica. La miccia che ha innescato le proteste è stata l’aumento dei prezzi dei trasporti pubblici risalente allo scorso giugno.

BRAZIL-PROTEST-FBL-WC-2014

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO