Iraq: jihadisti a 90 km da Baghdad, cittadini Usa evacuati da Balad

L’Isil dilaga In Iraq. Il presidente Nuri al Maliki è impotente: abbandonato dai deputati dell’opposizione, non è riuscito ad avere i numeri per decretare lo stato di emergenza. Gli Usa si dicono possibilisti per un intervento, mentre la Nato si chiama fuori

In Iraq la situazione si sta facendo incandescente: i miliziani jihadisti dell’Isil si stanno muovendo verso Baghdad. Le forze di sicurezza hanno abbandonato le loro postazioni di fronte all’avanzata dei gruppi armati che si impossessano di armi e mezzi lasciati incustoditi. Dopo aver conquistato Mosul martedì scorso e Tikrit mercoledì, i miliziani sunniti controllano un villaggio a 90 chilometri dalla capitale e secondo le fonti locali avrebbero catturato oltre 4mila soldati.

Il governo resiste con l’aviazione e ieri si è affacciata l’ipotesi di una richiesta di intervento dei droni statunitensi che vengono utilizzati da tempo in Pakistan, Yemen e in altre zone calde del Medio e Vicino Oriente.

I miliziani jihadisti hanno circondato una raffineria di Baiji e stano rafforzando la presenza nella regione di al Anbar, al confine con la Siria. In un comunicato del ministero del petrolio si afferma che gli oleodotti di Anbar sono tutti in mano dell'Isil. Gli stessi qaedisti ricevono rinforzi dalla vicina Siria tramite il valico di Tal Hamis, nel settore settentrionale della porosa frontiera. E convogli dell'Isil, formati da blindati militari di fabbricazione americana catturati dai qaedisti a Mosul, sono stati avvistati più a sud, in direzione della regione siriana di Dayr az Zor. In alcuni video amatoriali, la cui autenticità non può essere verificata in maniera indipendente, si vedono inoltre elicotteri dell'aviazione irachena pilotati da miliziani dello Stato islamico nella zona di Mosul.

La base militare americana di Balad, uno dei maggiori centri di addestramento del paese, ha evacuato decine di civili e contractor americani presenti in loco. Se i cittadini americani sotto contratto con il governo iracheno sono stati ritirati per motivi di sicurezza, il personale dell’ambasciata americana a Baghdad resta invariato.

Il presidente Barack Obama ha escluso l’invio di truppe di terra, ma si è detto possibilista su altre soluzioni, fra cui l’utilizzo di droni. Chi, invece, si è chiamata immediatamente fuori è la Nato. Il presidente Nuri al Maliki non è riuscito a radunare il parlamento per decretare lo stato di emergenza: molti deputati, fra cui i rappresentanti delle forze ostili al governo, non si sono presentati a Baghdad.

IRAQ-UNREST-KIRKUK

Via | Al Jazeera

Foto © Getty Images

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