Pakistan: raid aerei del governo, tra i 50 e i 100 morti

Rappresaglia del governo pachistano che ha compiuto raid aerei contro militanti responsabili dell'assedio di Karachi: tra 50 e 100 vittime.

L'esercito del Pakistan ha compiuto una serie di raid aerei nell'area tribale del Nord Waziristan, nel nordovest del Paese e vicino al confine con l'Afghanistan. Il bilancio parla di un numero di vittime - tra i militanti ritenuti responsabili dell'assedio di cinque ore domenica scorsa all'aeroporto di Karachi - tra 50 e 100. Fonti dei servizi segreti parlano di cento militanti uccisi, l'esercito abbassa il bilancio a 50.

La zona del Nord Waziristan è isolata e l'accesso per i giornalisti è pericoloso, il che rende impossibile verificare l'esatto bilancio in modo indipendente. L'esercito dice:

"C'erano notizie confermate della presenza in questi nascondigli di terroristi stranieri e locali, che erano legati alla pianificazione dell'attacco allo scalo aeroportuale di Karachi".

Dall'intelligence arrivano altri dettagli: gli aerei hanno puntato su otto covi di militanti. Una delle vittime è Abu Abdul Rehman al-Maani, che si ritiene il regista dell'assedio a Karachi. Quando i jet hanno colpito, i militanti si erano radunati per discutere della scadenza data loro dalle autorità per lasciare la zona. Ultimatum che, a questo punto, forse era una trappola.

Quello di oggi è il secondo raid contro i militanti in questa settimana nel nordovest del Pakistan. Martedì erano stati compiuti i primi: jet pachistani aveano preso di mira nove covi nella valle di Tirah, uccidendo 25 sospetti militanti. Anche questa zona accoglie sia militanti locali, sia combattenti stranieri legati ad al Qaeda. E la maggior parte delle vittime dell'operazione di oggi era di nazionalità uzbeka, ha fatto sapere l'esercito.

Il Movimento islamico dell'Uzbekistan, insieme ai talebani pakistani, ha rivendicato la responsabilità dell'assalto all'aeroporto di Karachi di domenica scorsa e si è trattato di un raro caso in cui il gruppo ha colpito all'interno del Pakistan. Nato nel 1991 per ribaltare il governo dell'Uzbekistan e instaurare un califfato islamico, successivamente il Movimento islamico dell'Uzbekistan ha esteso il suo obiettivo arrivando a volere includere nel califfato tutta l'Asia centrale.

L'attacco all'aeroporto, datato 8 giugno, ha lasciato sotto choc il Pakistan: 36 i morti, tra cui dieci assalitori. Il governo di Islamabad è da tempo sotto pressione per combattere i militanti: negli ultimi mesi, i tentativi di negoziare non hanno portato da nessuna parte. Nawaz Sharif, il premier eletto l'anno scorso, in campagna elettorale aveva promesso di porre fine alle violenze tramite negoziati e non con operazioni militari. Ma le cose, evidentemente, sono cambiate.

Feriti in Pakistan

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO