Condanna a morte: Georgia riprende le esecuzioni dopo il 'pasticcio' Oklahoma

A sette settimane dall'esecuzione in Oklahoma, che ha alzato un vespaio di polemiche, ucciso con iniezione letale un 58enne della Georgia, accusato di aver violentato e ucciso una 15enne.

Tornano le esecuzioni capitali negli Stati Uniti. E' stata la Georgia il primo Stato a eseguire una condanna a morte a sette settimane dal 'pasticcio' dell'Oklahoma, che aveva sollevato polemiche a non finire per le sofferenze inferte al condannato a morte. La notte scorsa, è stato ucciso il 58enne Marcus Wellons, accusato di aver violentato e ucciso una ragazza di 15 anni nei sobborghi di Atlanta nel 1989.

Wellons è stato dichiarato morte per iniezione letale alle 23:56 di ieri ora locale (le 5:56 di questa mattina in Italia), a Jackson, nel sudest della Georgia. La Corte Suprema degli Stati Uniti, poche ore prima, aveva dato il semaforo verde a questa esecuzione, confermando nel contempo il sì ad altre condanne a morte che saranno eseguite nelle prossime ore sia in Georgia, sia in Oklahoma.

Tutti ricordano ancora la storia di Clayton Lockett, ucciso lo scorso 29 aprile in Oklahoma dopo immani sofferenze a causa di un'iniezione letale sbagliata. Negli Stati Uniti il dibattito sulla pena di morte si è fatto caldissimo negli ultimi mesi, da quando le principali aziende farmaceutiche europee si sono rifiutate di fornire agli Stati Uniti le sostanze utilizzate per eseguire le condanne capitali.

Molti Stati hanno pensato di tornare a vecchi metodi, tra cui l'impiccagione e la fucilazione. Altri, invece, utilizzano medicinali alternativi, che non sempre però funzionano alla perfezione. Le scorte, d'altronde, sono praticamente terminate. Interrompere la pratica della pena di morte, al momento, non è contemplata tra le opzioni. Come dimostrano le ultime sentenze della Corte Suprema.

Esecuzione in Georgia

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