Corea del Sud: catturato sergente killer dopo imponente caccia all'uomo

A due giorni dall'uccisione dei commilitoni, è finita la fuga del sergente killer sudcoreano, catturato dall'esercito.

Dopo due giorni, è terminata la fuga del sergente killer sudcoreano, che aveva ucciso cinque commilitoni e ne aveva feriti altri sette. Lo ha fatto sapere il ministero della Difesa di Seul. Il 22enne è stato fermato al culmine di una imponente caccia all'uomo, su una collina a Goseong, 220 chilometri a nordest di Seul, dopo aver tentato inutilmente il suicidio con il suo fucile K-2.

Le vittime del sergente facevano tutte parti di un'unità della 22/ma divisione dell'Esercito, il servizio sul confine tra le due Coree. Già ieri, l'esercito sudcoreano aveva accerchiato l'uomo. Durante l'inseguimento degli ultimi due giorni, era rimasto ferito un altro militare di Seul durante una sparatoria nei pressi di una scuola elementare della città di frontiera di Goseong.

Sempre nelle ultime convulse 48 ore, erano stati condotti sul posto pure i genitori del sergente per convincerlo ad arrendersi. Senza risultati. Non è chiaro il motivo che ha portato l'uomo a uccidere, ma non sono rari all'interno dell'esercito sudcoreano episodi simili. Spesso causati da soldati di leva. Kim Min-seok, portavoce del ministero della Difesa, ha spiegato: "Il sottufficiale si è sparato al fianco, ma è ancora vivo".

Il portavoce del governo, citato dall'agenzia sudcoreana Yonhap, è stato portato al più vicino ospedale subito dopo la cattura. Non è in pericolo di vita. Chissà se spiegherà i motivi del suo gesto.

Catturato sergente killer

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