Sudan: Meriam nuovamente arrestata a Khartoum. Era stata liberata ieri

Un tribunale del Sudan ha ordinato la liberazione di Meriam, condannata morte per apostasia. Il fratello, però, la cerca per ucciderla.

Aggiornamento 24 giugno, ore 15.06 - Meriam Yahia Ibrahim Ishag, la ragazza sudanese cristiana condannata per apostasia e liberata ieri, è stata di nuovo arrestata in Sudan.
A dare la notizia è stato l'avvocato della donna tramite Antonella Napoli, presidente della ong Italians for Darfur. Meriam, il marito Daniel e il loro legale sarebbero stati fermati all'aeroporto di Khartoum dai servizi segreti sudanesi.

Libera ma in pericolo la donna condannata per apostasia

E' libera Meriam, la donna sudanese di 27 anni condannata a morte per impiccagione da un tribunale islamico, lo scorso 15 maggio, per apostasia. La notizia è stata confermata dall'associazione Italia for Darfour, che riporta un messaggio di Khalid Omer Yousif, presidente dell'Ong Sudan chance now. E' stato un tribunale a ordinare il suo rilascio.

Meriam è stata portata in un luogo segreto insieme al marito. Alcuni sui parenti, infatti, la cercano per ucciderla. Elshareef Ali, legale della donna, ha conferma la notizia della scarcerazione:

"E' libera, l'hanno rilasciata e sta tornando a casa. Siamo molto felici e ora stiamo andando da lei".

La libertà riconquistata non significa però che i rischi per Meriam siano finiti. Il fratello maggiore le dà la caccia perché la ritiene "un'apostata e un'adultera". E smentisce la versione sempre raccontata dalla sorella, che ha detto di essere stata abbandonata da piccola dal padre musulmano e di essere stata cresciuta nella fede cristiana dalla madre. Il fratello dice che in realtà Meriam è figlia di due musulmani e che si è convertita per sposare il suo attuale marito, americano di religione cristiana.

La storia di Meriam ha commosso tutto il mondo. Qualche settimana fa, mentre era dietro le sbarre, ha partorito Maya, la sua seconda figlia. La donna era in carcere da febbraio. Qualche giorno fa, la Commissione nazionale per i diritti umani aveva definito la condanna a morte una sentenza in contrasto con la Costituzione, che prevede la libertà di culto. In precedenza, Meriam era stata liberata dalle catene per ordine dei medici.

Meriam libera

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