Messina, nuovo sbarco di profughi: salvi in 500

Tra i salvati anche 7 donne in stato di gravidanza e 32 minorenni

Ci sono 7 donne in stato di gravidanza e 32 minorenni tra i 530 immigrati che ieri pomeriggio sono sbarcati al porto di Messina dalla nave Etna della Marina Militare. Lo scorso 24 giugno i profughi sono stati tratti in salvo dalle autorità mentre erano a bordo di due barconi.

All'arrivo gli immigrati, quasi tutti di nazionalità nordafricana, sono stati condotti presso la Chiesa dell’Immacolata di Viale Boccetta, grazie ad un accordo raggiunto tra il Sindaco di Messina Renato Accorinti e l’arcivescovo Calogero La Piana. Alcuni sono ancora in attesa del trasferimento che avverà superata la fase di controllo.

Nell'attesa sono state allestite al porto tre tende per l'accoglienza e per i soccorsi medici con otto bagni chimici. Le forze dell’ordine sono state affiancate dai volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa, presenti alcuni membri della giunta comunale. Sul posto si è recata anche  Clelia Marano a cui è affidato il compito di tutelare i minori.

E' proprio di qualche ora fa il richiamo del Presidente della Regione, Rosario Crocetta, all'Unione Europea: "Gli sbarchi dei migranti hanno un effetto psicologico negativo sui turisti. Ad ogni sbarco, seppure questo non abbia alcuna incidenza vera sulla vita dell’isola, il giorno stesso arrivano centinaia di disdette”. Il governatore ha anche proposto un risarcimento per le mete turistiche danneggiate come Messina: "L’Ue dovrebbe attivare misure compensative per i danni indotti". A solo quanche giorno fa (il 22 giugno) risale l'ultimo sbarco di immigrati in Sicilia, ad Augusta. I profughi approdati nel versante meridionale dell'isola questa volta erano 302.

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