Costa Concordia: sulla demolizione deciderà il governo

Ma Costa Crociere insiste sulla destinazione Genova.

Dove si demolirà, infine, la Costa Concordia? Sulla questione sembrano avere le idee chiare solo gli uomini della stessa Costa Crociere, che in una nota hanno scritto: "Genova è l'unico porto italiano in cui le attività di demolizione e riciclo del relitto possono essere avviate immediatamente, contando sulle migliori tecnologie possibili e sui più elevati standard di sicurezza ambientale". Non saranno però loro a decidere della destinazione finale, di quale sarà il porto che si occuperà della demolizione della nave. Demolizione che, ovviamente, è anche un grosso business.

Genova o Piombino? O potrebbe forse rientrare in gioco Palermo? L'unica cosa certa è che la dead line della demolizione non sarà rispettata, visto che si era inizialmente parlato di giugno 2014. A decidere, però, sarà solo il consiglio dei Ministri, che si riunirà il 30 giugno e dovrebbe mettere la parola fine una volta per tutte sulla questione. Una volta deciso, la palla passerà di nuovo a Costa Crociere: "Entro tre settimane saremo pronti ad avviare le operazioni di rimorchio della Concordia dall'Isola del Giglio, in un periodo che statisticamente presenta le condizioni meteomarine più favorevoli. Considerata la finestra temporale, l'unica soluzione è trasportare il relitto in un luogo che sia attrezzato per avviare le operazioni di demolizione con i più elevati standard ambientali".

Ma perché proprio Genova? "Piombino non costituisce una valida alternativa a causa dei ritardi sostanziali nelle operazioni di adeguamento del porto", spiega sempre Michael Thamm, ad di Costa Crociere. Affermazione sulla quale non è però d'accordo il governatore della Toscana Rossi: "L’autorità portuale di Piombino dice che a settembre il porto sarà nelle condizioni di accogliere la nave. Invito tutti coloro che devono decidere a calmarsi un po’ e vedere se a settembre effettivamente sarà così. Se Piombino non sarà pronto allora capisco che si possa rischiare cinque volte di più e portare a spasso per il Mediterraneo questo mostro. Mi pare che ci sono rischi ambientali pesanti che secondo un principio di precauzione è bene evitare".

Di quali rischi parla Gabrielli? Di quelli previsti dalla stessa Costa Crociere, secondo cui è possibile che durante il trasferimento "possano avvenire rilasci a mare di acque interne, sostanze e preparati censiti all’interno e idrocarburi". Rilasci che sarebbero ovviamente limitati al massimo nel caso che il trasferimento avvenisse nel vicino porto di Piombino. Quali sono le priorità? Per il capo della protezione civile Gabrielli "la nave deve andare via il prima possibile. Oggi siamo in grado, quando avremo il via libera del Consiglio dei ministri e dell'Osservatorio, di rimuovere la nave entro il 20 di luglio". Il che porta a pensare alla destinazione Genova.

The Costa Concordia cruiseship lies on J

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