Papa Francesco al Messaggero: “E’ difficile rimanere onesti in politica”

Il Santo Padre si confessa in una lunga intervista al Messaggero.

E’ un Papa Francesco onesto e sincero quello che stamattina, sulle pagine del Messaggero, si è confessato alla giornalista Franca Giansoldati in una lunga intervista in cui si affrontano tanti argomenti, dal calcio tanto caro al Santo Padre a temi più delicati come la pedofilia, il lavoro minorile e lo sfruttamento della baby prostituzione.

Papa Bergoglio ammette di non tifare per nessuno a questi mondiali di calcio 2014 - “Ho promesso al presidente del Brasile di restare neutrale” - e prosegue scherzando sulla sua scarsa conoscenza della città di Roma, poco frequentata quando era cardinale e ora in parte off-limits per ovvi motivi.

Sempre restando a Roma, si parla dei mali che affliggono la città:

Sono quelli delle metropoli, come Buenos Aires. Chi aumenta i benefici, e chi è sempre più povero. Non ero a conoscenza del convegno sui mali di Roma. Sono questioni molto romane, e io all'epoca avevo 38 anni. Sono il primo Papa che non ha preso parte al Concilio e il primo che ha studiato la teologia nel dopo Concilio e, in quel tempo, per noi la grande luce era Paolo VI. Per me la Evangelii Nuntiandi resta un documento pastorale mai superato.

Corruzione. La domanda è semplice: "si parla così tanto della corruzione perché i mass media insistono troppo sull'argomento, o perché effettivamente si tratta di un male endemico e grave?" La risposta non sorprende:

No, purtroppo è un fenomeno mondiale. Ci sono capi di Stato in carcere proprio per questo. Mi sono interrogato molto, e sono arrivato alla conclusione che tanti mali crescono soprattutto durante i cambi epocali. Stiamo vivendo non tanto un'epoca di cambiamenti, ma un cambio di epoca. E quindi si tratta di un cambio di cultura; proprio in questa fase emergono cose del genere. Il cambiamento d'epoca alimenta la decadenza morale, non solo in politica, ma nella vita finanziaria o sociale.

A proposito della prostituzione minorile, di cui si parla sempre più spesso in questi mesi, Papa Francesco si apre:

Provo dolore. Provo enorme dolore. Lo sfruttamento dei bambini mi fa soffrire. Anche in Argentina è la stessa cosa. Per alcuni lavori manuali vengono usati i bambini perché hanno le mani più piccole. Ma i bambini vengono anche sfruttati sessualmente, in alberghi. […] Ma ancora di più vedere che si fermavano auto di grossa cilindrata guidate da anziani. Potevano essere i loro nonni. Facevano salire la bambina e la pagavano 15 pesos che poi servivano comprare gli scarti della droga, il "pacco". Per me sono pedofili queste persone che fanno questo alle bambine. Succede anche a Roma. La Città eterna che dovrebbe essere un faro nel mondo è specchio del degrado morale della società. Penso siano problemi che si risolvono con una buona politica sociale.

Il Santo Padre spiega poi che la Chiesa sta facendo tante su questo fronte e suggerisce che la politica e le istituzioni dovrebbero fare lo stesso, anche e soprattutto dando supporto alle famiglie di queste giovani vittime.

E’ interessante leggere cosa Papa Francesco dice quando si parla di donne e di quanto siano poco nominate dalla Chiesa:

Le donne sono la cosa più bella che Dio ha fatto. La Chiesa è donna. Chiesa è una parola femminile. Non si può fare teologia senza questa femminilità. Di questo, lei ha ragione, non si parla abbastanza. Sono d'accordo che si debba lavorare di più sulla teologia della donna. L'ho detto e si sta lavorando in questo senso.

La lunga intervista, che potete leggere integralmente a questo indirizzo, si chiude con una previsione sul futuro della Chiesa di Bergoglio:

Grazie a Dio non ho nessuna Chiesa, seguo Cristo. Non ho fondato niente. Dal punto di vista dello stile non sono cambiato da come ero a Buenos Aires. Sì, forse qualcosina, perché si deve, ma cambiare alla mia età sarebbe stato ridicolo. Sul programma, invece, seguo quello che i cardinali hanno chiesto durante le congregazioni generali prima del conclave. Vado in quella direzione.

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