"Minchia signor tenente", il testo della canzone di Giorgio Faletti contro le stragi di mafia

Nel 1994 arriva a Sanremo la canzone di denuncia di Faletti.

Giorgio Faletti è morto, stroncato da un tumore all'età di 63 anni. Un artista che nella vita ha fatto più o meno di tutto, e anche con successo: dagli esordi al cabaret, fino al romanziere; passando per il mondo della musica. Ed è proprio in questo campo che alle sue capacità artistiche ha unito anche la denuncia sociale, attraverso la canzone "Signor Tenente", che tutti ricordiamo associata a quel "minchia" che ne rafforzava il senso.

Canzone del 1994, presentata al Festival di Sanremo dove ottenne un secondo posto e il premio della critica, per non dire che l'album che la conteneva, "Come un cartone animato", ottenne il disco di platino. Ma più di questi aspetti, qui, ci interessa la denuncia che quella canzone conteneva, una denuncia contro le stragi di mafia di via Capaci e via d'Amelio e contro i morti in divisa "saltati in aria come stracci", "in questo paese in cui ci tocca farci ammazzare per poco più di un milione al mese". Così ne parlava il Corriere della Sera in quell'anno:

Il brano e' lo sfogo di un uomo delle forze dell' ordine al suo superiore dopo avere appreso d' una strage di colleghi (a giudicare dal clima torrido probabilmente quella di Capaci). E una canzone di grande impatto che sembra cogliere alla perfezione lo stato d' animo di paure e smarrimento di polizia e carabinieri. (...) "Questa gente (i carabinieri, ndr) fa il suo dovere con una paura ampiamente giustificata addosso. E che il vero coraggio sta proprio in questo. Con in piu', come dice la canzone, "una cosa qui nella gola, una che proprio non ci va giu' , e farla scendere e' una parola, se chi ammazza prende di piu' di quel che prende la brava gente". . "Signor tenente" significa che Faletti, a 43 anni, e' cambiato? "Sicuramente. L' anima comica ha in se' momenti di malinconia che prima io esorcizzavo cercando di far ridere. Invece adesso lascio uscire anche la tristezza".

Erano infatti trascorsi due anni dalle stragi di Capaci e di via D'Amelio, ma il ricordo era ancora ben impresso nella mente degli italiani, colpiti dall'amarezza delle parole di Faletti (autore dei testi della canzone), che voleva anche denunciare le condizioni di chi lavora nelle forze dell'ordine, in particolare i carabinieri, in quegli anni di estrema tensione, di bombe mafiose disseminate per l'Italia e di tanti morti ammazzati innocenti. Ecco il testo integrale di una canzone che per la stragrande maggioranza della sua durata è parlato con accento siciliano.

Forse possiamo cambiarla ma è l'unica che c'è
Questa vita di stracci e sorrisi e di mezze parole
Forse cent'anni o duecento è un attimo che va
Fosse di un attimo appena
Sarebbe con me tutti vestiti di vento ad inseguirci nel sole
Tutti aggrappati ad un filo e non sappiamo dove
Minchia signor tenente che siamo usciti dalla centrale
Ed in costante contatto radio
Abbiamo preso la provinciale
Ed al chilometro 41 presso la casa cantoniera
Nascosto bene la nostra auto c'asse vedesse che non c'era
E abbiam montato l'autovelox e fatto multe senza pietà
A chi passava sopra i 50 fossero pure i 50 di età
E preso uno senza patente
Minchia signor tenente faceva un caldo che se bruciava
La provinciale sembrava un forno
C'era l'asfalto che tremolava e che sbiadivo tutto lo sfondo
Ed è così tutti sudati che abbiam saputo di quel fattaccio
Di quei ragazzi morti ammazzati
Gettati in aria come uno straccio caduti a terra come persone
Che han fatto a pezzi con l'esplosivo
Che se non serve per cose buone
Può diventar così cattivo che dopo quasi non resta niente
Minchia signor tenente e siamo qui con queste divise
Che tante volte ci vanno strette
Specie da quando sono derise da un umorismo di barzellette
E siamo stanchi di sopportare quel che succede in questo paese
Dove ci tocca farci ammazzare per poco più di un milione al mese
E c'è una cosa qui nella gola, una che proprio non ci va giù
E farla scendere è una parola, se chi ci ammazza prende di più
Di quel che prende la brava gente
Minchia signor tenente lo so che parlo col comandante
Ma quanto tempo dovrà passare per star seduto su una volante
La voce in radio ci fa tremare, che di coraggio ne abbiamo tanto
Ma qui diventa sempre più dura quanto ci tocca fare i conti
Con il coraggio della paura, e questo è quel che succede adesso
Che poi se c'è una chiamata urgente se prende su e ci si va lo stesso
E scusi tanto se non è niente
Minchia signor tenente per cui se pensa che c'ho vent'anni
Credo che proprio non mi dà torto
Se riesce a mettersi nei miei panni magari non mi farà rapporto
E glielo dico sinceramente
Minchia signor tenente

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