Israele, bruciato vivo il ragazzo ucciso a Gerusalemme

Il risultato dell’autopsia ha indicato che il ragazzo palestinese ucciso questa settimana sarebbe stato bruciato vivo

Mohammad Abu Khdeir, il ragazzo palestinese di 16 anni rapito e ucciso nei giorni scorsi a Gerusalemme è stato bruciato vivo. È questo il risultato dell’autopsia preliminare condotta sul cadavere del giovane e, come spiegato dal procuratore generale palestinese Mohammed al-A'wewy all'agenzia di stampa Wafa, le cause del decesso sono da attribuire alle ustioni.

Per le autorità israeliane, invece le circostanze della morte di Mohammed Abu Khdair restano tutte da chiarire. L’autopsia sul corpo del ragazzo è stata condotta da medici israeliani insieme al direttore dell'Istituto forense palestinese Saber al-Aloul. Sono state riscontrate ustioni sul 90% del corpo e un trauma cranico. Proprio ieri, a Gerusalemme est, si erano svolti i funerali del diciassettenne. Alle esequie erano seguiti scontri fra le forze dell’ordine e centinaia di giovani palestinesi accorsi per l’ultimo saluto al diciassettenne, rapito ed ucciso per vendetta contro le uccisioni dei tre ragazzi israeliani.

Ma il dettaglio più inquietante è il fatto che nella trachea e nei polmoni del giovane siano state trovate tracce di fumo e di fuliggine: questo elemento significa che il ragazzo respirava ancora nel momento in cui i suoi assassini gli hanno dato fuoco. Trovata anche una profonda ferita alla testa che, secondo il procuratore generale dell’Anp, Mohammed Abdel Ghani al-Uweili, non sarebbe la causa del decesso.

Intanto non si placano i lanci di razzi: due missili sono stati lanciati da Gaza verso il sud di Israele. I razzi di questa mattina sono caduti in un campo aperto senza provocare danni. Ieri i lanci erano stati quattordici. Diversi scontri sono stati segnalati in tutto il paese con manifestanti dispersi a Taibe, Jaljulia e Kalansua.

Clashes In East Jerusalem As Palestinian Teenager Reported Murdered

Foto © Getty Images

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