Israele: colpiti 300 obiettivi a Gaza, 80 le vittime

L'invasione di terra è imminente, intanto Israele continua a martellare Gaza: 322 obiettivi colpiti dall'aviazione, 80 i morti.

In attesa dell'invasione di terra, che ormai sembra irreversibile, Israele ha martellato la Striscia di Gaza con l'aviazione. Un portavoce dell'esercito, Peter Lerner ha fatto sapere: "Abbiamo colpito 322 obiettivi, portando a 750 il numero totale dei bersagli di Hamas colpiti dall'esercito dall'inizio dell'operazione".

Protective Edge (margine di protezione) è iniziata come risposta al lancio di razzi da parte di Hamas verso il territorio israeliano. E il bilancio è di almeno 80 morti, oltre 500 feriti e 105 case distrutte in tre giorni di combattimenti. Il premier Benjamin Netanyahu ha inoltre comunicato che l'offensiva sarà intensificata nelle prossime ore. Il gabinetto di sicurezza israeliano è durato oltre sei ore.

"Abbiamo provocato danni significativi ad Hamas, però attaccheremo con maggiore forza man mano che l'operazione va avanti".

Secondo Abu Mazen, l'attacco via terra è ormai questione di ore. Citato dal Jerusalem Post, il presidente palestinese ha spiegato che è arrivata una richiesta ai palestinesi che vivono nelle aree della Striscia di Gaza, a riosso del confine, di lasciare le loro case. Segno che l'invasione è vicinissima. Abu Mazen ha aggiunto:

"Le due parti dovrebbero accettare una tregua senza condizioni. La cosa più importante ora è evitare uno spargimento di sangue. Gli sforzi egiziani, che hanno fatto da mediatori, purtroppo non hanno avuto successo".

Gli Stati Uniti, grandi alleati di Tel Aviv, sono però contrari a un'invasione terrestre. Jennifer Psaki, portavoce del Dipartimento di Stato, ha detto:

"Nessuno vuole assistere a un'invasione della Striscia di Gaza. Per questo, è importante un allentamento delle tensioni. Nessun Paese può però accettare che razzi siano sparati contro civili e pertanto sosteniamo il diritto di Israele di difendersi contro questi attacchi".

Pure il segretario generale dell'Onu, Ban ki-Moon, si è mosso. Ha presieduto la riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza, definendo "intollerabile" l'eccessivo uso della forza da parte di Israele e condannando il lancio di razzi di Hamas. Ron Prosor, ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, ha però alzato la voce: "Noi non vogliamo il cessate il fuoco, il nostro obiettivo è smantellare l'infrastruttura di Hamas". Poi, con l'iPhone, ha riprodotto il suono delle sirene che avvertono dell'imminenza di un attacco, spiegando che gli israeliani hanno 15 secondi per correre verso i rifugi.

Gaza

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