Monte Bianco, sospese le ricerche dei due alpinisti dispersi

La guida Ferdinando Rollando, 52 anni, e il suo cliente Jassim Mazouni, 15 anni, sono scomparsi mercoledì scorso

Ferdinando Rollando, 52 anni, originario di Sestri Levante, e Jassim Mazouni, 15 anni, figlio di un imprenditore francese, sono dispersi e, da questa mattina, l’operazione di soccorso iniziata nel massiccio del Monte Bianco dopo la loro scomparsa di mercoledì scorso è sospesa.

La zona delle ricerche è diventata troppo pericolosa anche per i soccorritori: la neve si è accumulata sui versanti sottovento e c’è il rischio di slavine.

L’esperta guida ligure e il suo cliente quindicenne hanno lasciato il rifugio Gonella, a 3071 metri d’altitudine e, da allora, nessuno ha più avuto loro notizie. L’elicottero del Soccorso alpino ha portato in alta quota sei soccorritori (tra guide alpine e Guardia di Finanza) che hanno perlustrato a piedi l’itinerario che dalla cresta di Bionassay porta al rifugio. Secondo le prime informazioni i due alpinisti non disponevano dell’Arva, l’apparecchiatura che permette di localizzare le persone rimaste sepolte da slavine e valanghe e che avrebbe aiutato i soccorritori a individuare i due alpinisti.

Halim Mazouni, padre del ragazzo quindicenne, è disperato: si chiede perché Rollando – con il quale lui era già salito in cima al Monte Bianco – abbia portato con sé suo figlio nonostante le previsioni meteo avessero annunciato condizioni meteo pessime. L’ultimo contatto fra Halim e il figlio è stato un sms inviato alle 5 di mercoledì mattina, nel quale il ragazzo avvisava il padre dell’intenzione di salire, dopo una schiarita.

Rollando era una guida molto esperta, potrebbe essere stata propria un’eccessiva confidenza a tradirlo: in passato aveva scalato la montagna più alta d’Europa almeno un centinaio di volta, addirittura per quindici volte in un anno. Alessandro Gogna, collega di Rollando e fra i massimi esponenti dell’alpinismo italiano ha detto che è sempre la guida ha prendere la decisione se si possa salire o se sia opportuno desistere. Ma c’è un elemento che desta perplessità, l’orario di partenza: solitamente si parte ben prima dell’alba e il fatto di avere lasciato il rifugio Gonella alle 5 è un'anomalia che non passa inosservata agli esperti di alpinismo.

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Via | Repubblica

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