Meriam libera: la sudanese ha incontrato Papa Francesco

Meriam, condannata per apostasia in Sudan e poi assolta, è giunta in Italia insieme al viceministro degli Esteri del nostro Paese.


Aggiornamento 13:50 Si è concluso l'incontro, durato circa mezz'ora, tra papa Francesco e Meriam, accompagnata dal marito e dai figli, a casa Santa Marta. Il Papa l'ha ringraziata per la sua "testimonianza di fede", secondo quanto riferisce il portavoce padre Federico Lombardi.

Lo stesso Lombardi aggiunge che, incontrando Meriam, il Papa vuole mandare "un segno di vicinanza per tutti coloro che soffrono a motivo della loro fede e della pratica di fede. È un gesto che va oltre l'incontro e diventa un simbolo"

Aggiornamento 13:00 Meriam coronerà il suo sogno e vedrà Papa Francesco". Lo ha annunciato la presidente dell'ong Italians for Darfur, Antonella Napoli. L'incontro tra la giovane cristiana, condannata a morte per apostasia, e il Pontefice è stato confermato anche da fonti vaticane.

Aggionamento 9.35 -
L'aereo con a bordo Meriam è atterrato a Ciampino. Ad accoglierla il premier Renzi e il ministro Mogherini. Qui sotto la foto pubblicata dal vicministro Pistelli.

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La vicenda di Meriam Yahia Ibrahim Ishag, più nota come Meriam e basta, si sta concludendo positivamente. La ragazza sudanese di 27 anni era stata arrestata a Khartoum con l'accusa di apostasia e condannata a morte. La Corte d'Appello del Sudan l'aveva poi assolta, ma la donna si era dovuta rifugiare nell'ambasciata americana per sfuggire a un nuovo arresto e al fratello che la cercava per ucciderla.

Adesso, Meriam è in volo per l'Italia, su un volo della presidenza del Consiglio. Atterrerà a Roma Ciampino alle 9.30 in compagnia del viceministro degli Esteri, Lapo Pistelli, che da tempo segue la vicenda. Il premier Matteo Renzi, nel discorso di inaugurazione del semestre europeo di Strasburgo, aveva citato questo caso: "Se non c'è una reazione europea, non possiamo sentirci degni di chiamarci Europa".

Meriam - che aveva sposato un cristiano - era stata accusata di essersi convertita a un'altra religione e di aver commesso adulterio, in quanto il matrimonio tra fedi diverse non può essere riconosciuto. Pistelli aveva già incontrato Meriam lo scorso 3 luglio a Khartoum. Una settimana prima, la ragazza insieme al marito e ai due figli era arrivata all'ambasciata americana.

Quando fu condannata, Meriam era incinta di otto mesi. Le erano state inflitte cento frustate e, come detto, c'era stata addirittura la sentenza di condanna a morte. Il caso era diventato internazionale. La pressione sul Sudan stava diventando giorno per giorno sempre più alta. Fino all'epilogo positivo di oggi, che arriva soprattutto grazie all'impegno dell'Italia.

Meriam e il marito

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