Sanità, cresce il turismo in Francia per l’acquisto di farmaci

Un reportage del Corsera sottolinea un fenomeno in crescita in Italia: il turismo per l'acquisto dei farmaci in altri Paesi europei.

La sanità italiana ha subito qualche duro colpo in questi ultimi anni e i risultati di tagli, mancanze e superficialità si traduce in costi alti dei farmaci, lunghe attese per visite e interventi tra i più semplici. Non è una sorpresa, quindi, che sempre più spesso i cittadini decidano di rivolgersi a strutture private o all’estero.

Un interessante reportage pubblicato dal Corriere Della Sera dà conto di un fenomeno sempre più in crescita, veri e propri tour dall’Italia alla Francia per fare acquisti di medicinali, in vendita in molti casi alla metà del prezzo rispetto a quelli sugli scaffali del nostro Paese.

Ogni settimana, se non addirittura ogni due o tre giorni, prendono - ma come loro anche altri viaggiatori - il torpedone da Torino, Avigliana, Chiomonte, e raggiungono Briançon. Il tempo di una passeggiata nel borgo medievale, cafè et croissant, magari una baguette, e poi eccoli in farmacia. Dove fanno la spesa.

Si tratta, ce lo spiega il quotidiano, di farmaci di fascia C, quelli acquistabili liberamente senza prescrizione, medicinali da banco che diventano indispensabili per far fronte ai problemi che sorgono con l’avanzare dell’età e che, in Italia, vengono a costare un occhio della testa, specie per chi ne necessità di uso frequente.

E così il turismo cambia e si adegua. Andata e ritorno in giornata, toccata e fuga per risparmiare qualche decina di euro, anche di più. Si legge nel reportage:

L’aspirina viene 7 euro e 75, in Italia è il doppio. Il Voltaren 7 euro e 50 invece di 11 e 90... L’Efferalgan costa 2 euro invece di 6. Acquisto anche altri medicinali che magari in Italia non trovo. Ad esempio il Kamol. A cosa serve? È una crema canforata, scalda i muscoli, serve anche contro le contusioni. Quante scatole compero? Non c’è limite in Francia, ne puoi prendere quante ne vuoi. Cosa me ne faccio? Mah... la uso se fa freddo».

L’organizzazione di questi viaggi non è certo una novità, il fenomeno non è nuovo e le aziende direttamente coinvolte ne sono consapevoli. L’Agenzia italiana del farmaco, interpellata dal Corsera, non è affatto cascata dalle nuvole:

Efferalgan e Voltaren sono medicinali in fascia C, quindi sono totalmente a carico del cittadino, in quanto ritenute né essenziali né da utilizzare per malattie croniche. Infatti, essendo presenti sul mercato farmaci equivalenti ad un prezzo inferiore, il cittadino è tenuto a pagare il differenziale. […] non è nostra competenza regolamentare o disciplinare i prezzi di tali farmaci che seguono logiche di mercato proprie in ciascun Paese europeo.

Il prezzo è diverso, quindi, in base al Paese e se è vero che questi tipi di farmaci da banco hanno un costo più alto nel nostro Paese, c’è chi sottolinea che lo stesso non accade con altre tipologie di farmaci, come quelli anti tumorali, che a detta di un farmacista sentito dal Corsera, attirano viaggiatori dagli altri Paesi europei.

Il problema, forse, è sempre il solito: le pensioni, così come gli stipendi, sono sempre meno adeguati al costo della vita e fino a quando non ci sarà un cambiamento in questo senso, questo tipo di pellegrinaggi continueranno, e non soltanto per i medicinali.

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