L'inchino della Madonna al boss di Ballarò

Ma il padrino Alessandro D’Ambrogio è al 41 bis.

Dopo quanto avvenuto a Oppido, con l'inchino della madonna al boss sotto l'abitazione di Peppe Mazzagatti, la cosa si è ripetuta ieri a Ballarò, quartiere palermitano. A essere omaggiato questa volta è Alessandro D’Ambrogio, boss del quartiere rinchiuso al 41 bis nel carcere di Novara, il corteo che gli ha invece reso il saluto è quello che trasportava la madonna del Carmine, che ha sostato per cinque minuti davanti all'agenzia di pompe funebri di proprietà della famiglia. La vicenda l'ha raccontata Repubblica:

Un uomo di mezza età, con la casacca della confraternita di Maria Santissima del Monte Carmelo, urla: «Fermatevi». E così la processione della madonna del Carmine si ferma, mentre la banda continua a suonare. La vara tutta dorata di Maria immacolata si ferma davanti all’agenzia di pompe funebri della famiglia del capomafia Alessandro D’Ambrogio, uno dei nuovi capi carismatici di Cosa nostra palermitana. Lui non c’è, rinchiuso dall’altra parte dell’Italia, nella sezione “41 bis” del carcere di Novara, ma è come se fosse ancora qui, tra i vicoli di Ballarò.

Il tutto è avvenuto domenica scorsa intorno alle 19, la processione si è fermata davanti all'agenzia di via Ponticello per quasi cinque minuti, mentre la gente era in festa per l'arrivo della statua della madonna. Ed è proprio qui che prima di finire in carcere, un anno e mezzo fa, il boss D'Ambrogio organizza i summit con i suoi fedelissimi, cosa che rende questa via un simbolo per i mafiosi di Palermo, un simbolo della riorganizzazione di Cosa Nostra.

Non solo: proprio D'Ambrogio, due anni fa, traportava la vara della madonna indossando la casacca della confraternita. Oggi, invece, sono i suoi tre fratelli - nessuno dei quali indagato per mafia - ad accogliere la processione che omaggia il più celebre della famiglia. La cosa viene ammessa anche da fra' Vincenzo, rettore della chiesa del Carmine Maggiore.

«Anche quest’anno è accaduto», sussurra il giorno dopo la processione. «Io ero avanti, su via Maqueda, stavo recitando il santo rosario. A un certo punto mi sono ritrovato solo. Ho capito, sono tornato indietro di corsa, e ho visto la statua della madonna ferma. Qualcuno stava passando un bambino ai confrati, per fargli baciare la Vergine. Cosa dovevo fare? Era pur sempre un atto di devozione quello. Qualche attimo dopo, la campanella è suonata e la processione è andata avanti».

Parole che mostrano scoramento, anche se il frate si dice soddisfatto del fatto che la Curia stia ultimamente alzando la voce nei confronti di queste "tradizioni". E questo nonostante l'anatema di papa Francesco, che ha fatto sapere che "coloro che nella loro vita hanno questa strada di male, i mafiosi, non sono in comunione con Dio: sono scomunicati" e che aveva anche parlato proprio dell'abitudine di rendere omaggio ai boss durante le processioni: "Ho visto la processione di Oppido e dico: tutto sta cambiando e tutto cambierà".

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