Ebola: morto il medico della Sierra Leone, contagio preoccupa Stati Uniti

Un medico della Sierra Leone, diventato eroe nazionale per la sua lotta contro il contagio, è morto di Ebola. Sospeso il campionato di calcio in Liberia. Stati Uniti, Gran Bretagna e Italia intensificano i controlli

Sheik Umar Khan, il medico che ha cercato di salvare tante vite in Sierra Leone, è morto a causa dell'ebola. Aveva 39 a dirigeva il Centro clinico di Kenema. Era per tutti un eroe nazionale, negli ultimi mesi aveva dedicato oltre 12 ore al giorno ai malati di un contagio che ha già ucciso 672 persone in Africa occidentale, secondo l'ultimo bollettino dell'Oms, diramato il 27 luglio.

I casi di ebola sono 1.201 al momento. Khan era rimasto infettato una settimana fa ed era stato ricoverato in isolamento presso una struttura di Medici senza frontiere. Prima di ammalarsi, aveva in cura un centinaio di pazienti. Un altro medico, il 33enne americano Kent Brantly, è stato ricoverato in gravissime condizioni. E' il direttore medico del centro di gestione per l'ebola, presso l'ospedale Elwa di Monrovia, in Liberia. Soffre di febbre alta, mal di testa, dolori addominali ed è in isolamento. Infettata pure Nancy Writebol, igienista nello stesso ospedale di Brantly a Monrovia, addetta a decontaminare coloro che entravano e uscivano dal reparto.

In Liberia, a causa del progredire del virus (249 persone colpite, 129 i morti), è stato sospeso il campionato di calcio: "E' uno sport di contatto, c'è il rischio di infezione" ha scritto la Federcalcio liberiana in un comunicato. La Liberia, dopo Guinea e Sierra Leone, è il terzo Paese africano che 'ospita' la malattia. Molte compagnie di volo africane hanno sospeso i voli verso gli Stati colpiti dall'ebola.

Molta preoccupazione per la malattia c'è negli Stati Uniti. Il presidente Barack Obama vuole essere costantemente informato. Stephan Monroe, dei Cdc (Centers for Diseas Control), ci tiene però a precisare che "la probabilità che la malattia si propaghi al di fuori dell'Africa occidentale è molto bassa. Siamo comunque preparati a questa remota possibilità". L'allerta 2, su una scala di 5, prevede che i medici identificano i pazienti che potrebbero aver viaggiato recentemente nella zona colpita.

In Italia, il ministero della Salute ha aumentato i controlli all'ingresso già da aprile. Il ministro degli Esteri inglese, Philip Hammond, ha definito il virsu dell'ebola "una minaccia per il nostro Paese".

Ebola

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