L'Isil attacca gli Yazidi in Iraq: "E' in atto un genocidio"

Continua la persecuzione delle minoranze religiose da parte dell'autoproclamato Stato Islamico.

Aggiornamento 9 agosto 2014, 19.42 - I jihadisti dello Stato Islamico avrebbero in queste ore circondato circa 4.000 Yazidi residenti di due villaggi a sud della città irachena di Sinjar, minacciando di giustiziarli tutti se non si convertiranno all'Islam. Questa informazione è stata battuta dalle agenzie stampa circa un'ora fa, che a loro volta citano un attivista Yazidi Ali Sanjari, parlando con un sito di notizie curdo. La notizia non è in alcun modo confermabile da parte nostra perchè non ci è stato in alcun modo possibile di verificare la reale esistenza di Ali Sanjari.

Tuttavia si può prendere spunto proprio dalle notizie incontrollate per dare più o meno l'idea della grave situazione umanitaria della regione del Sinjar, letteralmente sotto scacco dell'Isis che sembra inarrestabile tra pick-up e video stomachevoli che rimbalzano su YouTube.

Il quotidiano Repubblica ha pubblicato alcuni stralci di una telefonata da Bagdad avuta con uno dei leader della comunità, il deputato Mahma Khalil:

"L'offensiva è partita da una settimana. Da allora io sono in contatto continuo con le Nazioni Unite, ho passato giorni al telefono con Washingotn, col governo americano, con la loro ambasciata qui a Bagdad. E' in atto un genocidio di un popolo che non è conosciuto da nessuno e quindi non è protetto da nessuno. Sono 200 mila i miei fratelli in fuga dall'Isis nel Nord del paese assieme ai cristiani, sono fuggiti dai giorni nei deserti. [...] Qui l'autorità politica nazionale si è frantumata, gli sciiti pensano solo a come difendere se stessi, a come regolare i loro giochi di potere per il prossimo governo. Chi deve intervenire è la comunità internazionale, innanzitutto in sostegno ai gruppi crudi che ci stanno aiutando."

Il drammatico video in testa al post mostra l'intervento di una donna della comunità Yazidi presso il Parlamento di Baghdad, un intervento accorato quanto tragico di denuncia chiara delle violenze che i miliziani dell'Isis stanno perpetrando nel nord dell'Iraq, in Siria e fino ai confini (e poco oltre) del Libano.

L'Isil attacca gli Yazidi in Iraq: centinaia di morti e migliaia in fuga

Non ci sono solo i cristiani nel mirino dell'Isil, ora noto come Stato Islamico, ma anche gli Yazidi, una minoranza religiosa che abita nella maggior parte del nord-ovest dell'Iraq (in particolare nella provincia di Ninive). In quarantamila sono costretti alla fuga tra le montagne dopo che le loro zone sono state conquistate dai miliziani islamici.

In particolare l'Isis avrebbe rapito 500 donne della città di Sinjar. Il governo iracheno chiede aiuto alla comunità internazionale per fronteggiare l'avanzata continua dello Stato Islamico: "Abbiamo ricevuto informazioni che confermano che l’Isis tiene un certo numero di donne e ragazze rinchiuse in una grande casa di Sinjar; altre donne e i loro bambini sono state spostate all’aeroporto di Tel Afar, dopo che tutti gli uomini sono stati uccisi, e la loro sorte rimane ignota”.

A questi rapimenti, si somma l'uccisione di 500 membri della setta degli Yazidi, tra cui ci sarebbero 40 bambini; uccisi solo in quanto appartenenti a quel culto religioso. Un membro della comunità e abitante della città di Sinjiar (popolazione di 300mila) ha raccontato che “hanno incendiato tutta la città, non avevamo armi per combatterli, così ce ne siamo andati e siamo venuti in Turchia”. Ai quarantamila in fuga tra le montagne (che rischiano non solo di essere uccisi dall'Isil, ma anche perché privi di viveri) bisogna infatti anche aggiungere i 130mila fuggiti nei campi profughi delle aree curde.

Chi sono gli Yazidi

Nel video in cima al post trovate un documentario sugli Yazidi, chi sono e qual è il loro credo; mentre su Linkiesta leggiamo:

Lo yazidismo affonda le radici nel calderone culturale delle religioni del grande Iran, cioè la regione di influenza storica persiana che, oltre all’Iran attuale, comprende Armenia, Afghanistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Tajikistan e parti di Iraq, Georgia, Pakistan e Cina. Ha però assimilato elementi provenienti da altre religioni: giudaismo cabalistico, zoroastrismo, mitraismo, cristianesimo, islam e culti pre-islamici mesopotamici. Nella sostanza è una curiosa mescolanza di religioni e credenze, frutto di un complesso processo di sincretismo, cioè di assimilazione di pratiche e rituali di diversa origine cominciato nel XII secolo. Secondo gli studiosi sarebbe stato originato dall’incontro tra un’oscura e antica fede della zona e la dottrina dell’ordine sufi adawyya, i cui aderenti abitavano nelle montagne del nord dell’Iraq. Per questo motivo gli yazidi venerano lo sceicco Adin Ibn Musafir, fondatore dell’ordine sufi. La sua tomba a Lalish, a nord di Mosul, è un luogo sacro.

IRAQ-UNREST-YAZIDIS

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