Treviso: c'è un caso di lebbra

Riscontrato nel Trevigiano un caso di lebbra su un cittadino bengalese di 37 anni. I sanitari rassicurano sulla possibilità del contagio.

Caso di lebbra in provincia di Treviso. La persona contagiata è un bengalese. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, è però rassicurante: "Situazione sotto controllo, non c'è alcun allarme. Ma l'attenzione sanitaria resta al massimo anche sul fronte di Mare nostrum". La conferenza stampa del governatore è andata in scena all'ospedale di Treviso, dove è ricoverato l'uomo di 37 anni, che era arrivato al nosocomio accusando altri problemi, di tipo cardiaco.

I sanitari hanno fatto eco al governatore:

"Questo tipo di patologia è a basso tasso di infettività e si trasmette solo con contatto diretto prolungato. Le terapie sul paziente stanno dando i risultati attesi e la profilassi sui contatti familiari è stata avviata".

L'Usl 9 di Treviso ha parlato a lungo del caso del cittadino del Bangladesh. L'unica precauzione presa dai medici è stata di ricoverare l'uomo in una stanza singola, in uno stato di isolamento precauzionale, e di controllare le cinque persone conviventi nella stessa abitazione a Quinto di Treviso. "La lebbra è veicolata da un batterio simile a quello della Tbc, ma più lento. Quasi sempre viene distrutto dai globuli bianchi".

L'incubazione è molto lunga, può durare dai sei agli otto anni. Con i tempi ci siamo: il bengalese aveva lasciato il suo Paese proprio otto anni fa e lì dovrebbe essersi contagiato. Domanda anche sull'ebola e sulla possibilità di un'epidemia in Italia:

"Il fenomeno è concentrato in un'area rurale di una zona dell'Africa. Il decorso letale è molto rapido e dunque incompatibile con la lunghezza di un viaggio per raggiungere l'Europa da parte di una persona contagiata".

Lebbra

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO