Volontaria italiana morta in Kenya: la causa è stata la rabbia

Aveva 55 anni la volontaria italiana morta qualche giorno fa al Sacco di Milano. L'autopsia ha svelato che il decesso è stato causato dalla rabbia, presa dopo il morso di un cane in Kenya.

Marisa Pizzamiglio Benaglia, una volontaria italiana di 55 anni, è morta dopo essere stata morsa da un cane in Kenya. Aveva infatti contratto la rabbia. E' stata l'autopsia effettuata all'ospedale Luigi Sacco di Milano a svelare il motivo del decesso della donna, che era stata ricoverata lo scorso aprile ed è deceduta qualche giorno fa.

Il morso fatale le era stato inferto proprio mentre faceva la volontaria in un villaggio del Kenya. L'ultimo caso di rabbia umana importata, in Italia era stato registrato nel febbraio 1996 in Veneto. In quel caso, la vittima era un uomo di 32 anni, morso da un cane randagio mentre si trovava in Nepal. La rabbia umana è in realtà una malattia piuttosto diffusa in tutto il mondo.

Secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità, ogni anno muoiono più di 55 mila persone per questa malattia (il 95% dei casi è concentrato in Africa). Il Corriere della Sera ha intervistato Giuliano Rizzardini, direttore del dipartimento malattie infettive del Sacco di Milano: "La vaccinazione contro la rabbia si raccomanda solo a persone ad alto rischio di contagio".

E ancora:

"Al viaggiatore normale consigliamo sempre una visita preventiva che, raramente, solo in un caso su dieci, viene fatta. Chi rientra da un viaggio nei Paesi a rischio con la febbre, è bene che si faccia vedere precocemente. Anche la malaria, infatti, può risultare fatale".

Cane randagio

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