Siria, completata la distruzione di armi chimiche

La nave-laboratorio Cape Ray ha concluso le operazioni di disarmo dell’arsenale chimico di Bashar al-Assad a un anno dalla strage di Ghouta

Il Pentagono ha annunciato il completamento della distruzione degli arsenali chimici della Siria a bordo della nave-laboratorio americana Cape Ray. All’annuncio del Dipartimento della Difesa è seguita una dichiarazione della Casa Bianca che ha ringraziato i partner coinvolti nell’operazione che è stata condotta sotto l’egida di Onu e Opac: Barack Obama ha ringraziato per Danimarca, Norvegia, Italia, Finlandia e Gran Bretagna per il contributo dato nel lungo iter che ha portato alla messa in sicurezza delle armi chimiche.

L’Italia aveva messo a disposizione il porto di Gioia Tauro per il trasferimento delle armi. Le operazioni a bordo della Cape Ray sono iniziate ai primi di luglio, quando i 78 container di elementi chimici prelevati dalla nave danese Ark Futura sono stati trasportati sulla nave statunitense.

La distruzione completa degli arsenali si è conclusa a un anno dal 21 agosto 2013, data in cui la vicenda ha avuto inizio con la strage compiuta, con le armi chimiche, nella cittadina siriana di Ghouta, alle porte di Damasco. Quella notte centinaia di uomini, donne e furono uccisi dai gas.

Nel corso di una telefonata con il capitano della Cape Ray, Rich Dromerhauser, il segretario Usa alla Difesa, Chuck Hagel, ha parlato della “neutralizzazione, in mare, degli elementi chimici più pericolosi delle scorte siriane". Per Obama si tratta di “un risultato importante nei nostri sforzi per contrastare la diffusione di armi di distruzione di massa” e di una “pietra miliare” in grado di garantire che Assad non utilizzi il proprio arsenale contro la popolazione siriana.

Obama

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