Febbre emorragica in Congo: 13 morti. Non è ebola

Nonostante i sintomi siano simili a quelli dell’ebola, la patologia che ha portato al decesso di tredici persone sembra essere differente. Due istituti medici di Congo e Gabon stanno studiando il nuovo virus

Nella Repubblica Democratica del Congo è allerta sanitario per una febbre emorragica di origine non ancora identificata che ha ucciso 13 persone negli ultimi dieci giorni. A rendere pubblica la notizia è stata Radio France Internationale che ha sottolineato come il Congo sia stato il primo Paese in cui sia stato conosciuto il virus dell’ebola.

L’Institut national de recherche biomédicale (Inrb) con sede nella capitale Kinshasa e il laboratorio di Franceville, nel vicino Gabon, stanno studiando il nuovo virus, l’unica certezza, al momento, è che non si tratti di un nuovo focolaio di ebola.

I funzionari hanno spiegato che le vittime presentano febbre, diarrea, vomito e sanguinamenti, tutti sintomi molto simili a quelli dell’epidemia di virus ebola che, secondo l’ultimo bollettino dell’Organizzazione mondiale della sanità ha fatto registrare 1.350 vittime, finora limitata a 4 Stati dell’Africa occidentale (Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone).

Tredici persone sono morte dall'11 agosto per una febbre emorragica di origine indeterminata. Le persone decedute avevano sviluppato febbre, diarrea, vomito e in fase terminale vomito di materia nerastra,

ha dichiarato il ministro della sanità congolese Felix Kabange Numbi.

Il ministro ha aggiunto che le circa 80 persone che hanno avuto contatto coi pazienti deceduti sono assistite nelle loro abitazioni a Boende Moke, Lokolia, Watsikengo e Lokula, località della provincia nordoccidentale dell'Equatore: vengono monitorati quotidianamente da 21 giorni.

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