Iraq, attentato a una moschea nella provincia di Diyala: oltre 70 morti

Secondo le fonti irachene, l’attacco potrebbe essere stato una rappresaglia dopo un attentato avvenuto durante un’operazione di reclutamento sciita

Sono almeno 73 le vittime dell’attentato compiuto da un gruppo armato sciita in una moschea sunnita situata nella provincia di Diyala, nella parte orientale del Paese. Le forze di sicurezza irachene hanno segnalato l’arrivo delle vittime dell’attento all’ospedale Baquba, cittadina delle provincia di Diyala. Secondo quanto riferito a Jane Arraf di Al Jazeera da alcune fonti locali, l’attento potrebbe essere una rappresaglia dopo un attentato avvenuto su di una strada durante un reclutamento organizzato dalla stessa milizia sciita.

La violenza settaria potrebbe danneggiare gli sforzi del primo ministro iracheno, lo sciita moderato Haider al-Abadi, per formare un governo di unità nazionale contro il gruppo dello Stato Islamico, la fazione sunnita che ha conquistato ampie regioni del Paese.

Gli attacchi alle moschee sono tornati prepotentemente alla ribalta, così come le violenze: nel mese di luglio un gruppo armato sciita aveva ucciso 15 musulmani sciiti appendendoli ai pali della luce. Secondo l’agenzia di stampa Reuters sarebbero state le stesse forze di polizia a fornire alle milizie sciite i nomi dei presunti membri dello Stato islamico, in modo che questi potessero essere seguiti e monitorati.

Le forze di sicurezza irachene hanno ucciso 255 prigionieri sunniti nel mese di luglio in rappresaglia per le uccisioni di sciiti imputabili allo Stato islamico.

IRAQ-UNREST-YAZIDIS

Via | Al Jazeera

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