Stamina, sequestri dei Nas agli Spedali civili di Brescia

L’intervento blocca le cure con il metodo Stamina per la piccola Noemi che avrebbe dovuto iniziare il trattamento il prossimo 26 agosto

I carabinieri del Nas di Torino hanno sequestrato le attrezzature e i materiali relativi alla sperimentazione del metodo Stamina agli Spedali Civili di Brescia. Il sequestro preventivo è stato disposto dal gip di Torino su richiesta del pm Raffaele Guariniello, titolare dell'inchiesta che vede indagato l’ideatore del metodo, Davide Vannoni, insieme all’ex direttrice sanitaria dell’ospedale Ermanna Derelli.

Il sequestro è teso a impedire la prosecuzione di un’attività che viene ritenuta illecita.

Nell'ambito dell'inchiesta sul metodo Stamina, il pm Raffaele Guariniello aveva chiesto il rinvio a giudizio per il fondatore, Davide Vannoni, e altri 12 indagati. Le accuse sono di associazione a delinquere e truffa. L'udienza preliminare è fissata per il prossimo 4 novembre a Torino.

Il direttore generale degli Spedali Civili di Brescia Belleri ha telefonato personalmente al papà di Noemi per avvisare che non sarà fatta l'infusione perché i Nas di Torino hanno sequestrato le cellule staminali,

ha detto Marino Andolina, vicepresidente di Stamina Foundation.

Il padre di Noemi, la bambina che il 26 agosto avrebbe dovuto ricevere le prime cure con Stamina, si è detto "inorridito" per la decisione del gip di Torino di sequestrare le attrezzature e i materiali agli Spedali Civili di Brescia:

Perché quel provvedimento blocca la cura per mia figlia. Dicono che nel provvedimento si legge che il fine è impedire la prosecuzione di un’attività delittuosa. Delittuoso per me è violare le scelte di un individuo orfano di cure. E sono riusciti alla grande a impedire a Noemi di curarsi,

ha detto il genitore all'Agi.

Metodo Stamina due protocolli diversi

Via | Rai News

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