L'Is e il rischio attentati in Gran Bretagna

Secondo il premier Cameron l'Isil è "la più grande minaccia mai conosciuta alla nostra sicurezza".

Detto dal primo ministro di un paese che nel 2005 ha subito una gravissima serie di attentati alla metropolitana, la considerazione che l'Is rappresenta "la più grave minaccia alla nostra sicurezza" fa una certa impressione. Quello che è certo è che i ribelli dello Stato Islamico proclamato dal loro leader Al Baghdadi fanno davvero paura e sono di fatto i veri successori di Al Qaeda (nonostante gli scopi e i mezzi siano radicalmente differenti). Per questa ragione Londra ha alzato il livello di allerta terrorismo, portandolo a grave (il penultimo livello della scala).

Sono le informazioni che arrivano dall'intelligente britannica a far temere il peggio, oltre al fatto ci sono 500 jihadisti britannici che sono andati a combattere in Siria e in Iraq. Si teme che al loro ritorno, questi ribelli islamisti possano decidere di compiere attentati (anche se fino a oggi, lo Stato Islamico non ha commesso attentati in Occidente, la cosa sembra però rientrare nei loro piani). "Un attacco terroristico è altamente probabile, ma non ci sono segnali di intelligence che suggeriscano che sia imminente", ha detto il ministro degli Interni May.

A fare davvero paura è proprio il ritorno in patria dei jihadisti impegnati in Siria e Iraq. Per questa ragione è stata introdotta una nuova legge che renderà più facile arrivare alla confisca dei passaporti di chi viene riconosciuta come jihadista con cittadinanza del Regno Unito. E si tratta solo della prima di una serie di misure con scopo preventivo che verranno presentate in Parlamento la prossima settimana. La decapitazione del giornalista americano James Foley, a opera di un islamista britannico, ha fortemente colpito gli inglesi, e il livello di allerta che si respira in questi giorni è anche figlio di quella vicenda.

Timori simili arrivano anche dalla Francia: il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve ha parlato del pericolo che corrono in questi mesi i paesi occidentali: "Credo che stiamo fronteggiando un fenomeno terroristico che ha una portata non paragonabile a tutto ciò che abbiamo conosciuto finora".

L'Isis decapita e impicca soldati in Iraq

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