Zmapp, trovata la cura per l'Ebola?

Il farmaco ha guarito 18 scimmie e sembra funzionare anche per gli uomini.

La cura per l'Ebola è al centro dell'interesse del mondo intero da quando la nuova epidemia del virus ha colpito alcune regioni dell'Africa - di oggi la notizia del primo caso in Senegal -; l'Ebola, però, è senza cure, senza vaccino e ha un tasso di mortalità che arriva fino al 90%. Fino a oggi, la nuova esplosione dell'epidemia ha ucciso oltre 1.500 persone.

Le prime sperimentazioni davvero significative sono avvenute attraverso il farmaco Zmapp, utilizzato su sette persone colpite dall'Ebola, di cui due sono morte, due sono guariti e i restanti tre sono ancora sotto osservazione dei medici e sottoposte al trattamento. Troppi pochi casi, però, perché si possa trarre qualche conclusione. È di oggi, invece, la notizia pubblicata su Nature online in cui dei ricercatori affermano di aver guarito 18 scimmie grazie sempre a Zmapp. La notizia è importante e regala nuove speranze, anche se ci vorrà parecchio tempo affinché la sperimentazione sugli esseri umani dia responsi fondati.

I problemi, inoltre, non si fermano qui: la produzione di Zmapp è molto complessa (la fabbrica che ci sta lavorando riesce al momento a produrre 40 dosi al mese), sono necessaria tre dosi per curare una persona (sempre che venga verificata la sua efficacia) e ancora non si sa quali possono essere le controindicazioni e gli effetti collaterali. Ma come funziona Zmapp? Si tratta di un serio creato dal mix di tre tipi di anticorpi, che forniscono al sistema immunitario il cocktail corretto per combattere l'Ebola in modo più rapido di quando faccia il nostro corpo (che sviluppa gli anticorpi, ma troppo lentamente e senza particolare efficacia).

Gli anticorpi sono estratti dai topi, a cui vengono iniettate alcune delle proteine che compongono il virus responsabile dell'Ebola. Dopo essere estratti, a questi anticorpi vengono sostituiti i geni umani a quelli dei topi, in modo che il nostro corpo non li rifiuti. Fatto questo, i geni vengono inseriti in alcune piante di tabacco, i cui geni sono facili da manipolare e che possono venire prodotte in grande quantità. Quando le piante iniziano a produrre gli anticorpi, le foglie vengono staccate e macinate, e poi viene estratto il siero dello Zmapp. A occuparsi di tutto ciò è Mapp Biopharmaceutical, una società di San Diego che una decina di anni fa ha ricevuto dall'esercito Usa i fondi per studiare la malattia e trovare una cura. Adesso c'è qualche progresso, ma troppo lento rispetto alla velocità con cui l'epidemia avanza.

Ebola siero sperimentale

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