Usa: protesta fast food, arresti della polizia

Almeno 500 dipendenti dei fast food Usa sono stati arrestati: con i loro sit-in bloccavano il traffico. Storia di una battaglia per l'aumento salariale che va avanti da mesi.

Centinaia di arresti in tutti gli Stati Uniti per la protesta dilagante dei lavoratori dei fast food, che sono tornati a chiedere con forza l'aumento del minimo salariale a 15 dollari all'ora. Questa volta, non hanno incrociato le braccia solo i lavoratori delle grandi città, ma anche a Charleston e a Tucson. La protesta è diventata nazionale.

Il fenomeno inizia a preoccupare le autorità. Il movimento "Fight for $ 15" raccoglie sempre più adesioni. La polizia è intervenuta per sgomberare i sit-in di fronte agli ingressi dei fast food che, in molti casi, bloccavano il traffico. Almeno 500 le persone fermate e portate in caserma. Siamo alla resa dei conti, insomma. Così sembra.

Sono parecchi mesi, infatti, che i dipendenti delle grandi catene di fast food americane scendono in piazza per tutelare i propri diritti. Paghe troppo basse e assistenza sanitaria non adeguata sono i due problemi sul tavolo. La campagna viene portata avanti da diverse coalizioni locali, guidate da Fast Food Foorward e da Fight for 15. C'è il sostegno dei sindacati.

Questi ultimi, in particolare, chiedono l'aumento di stipendio per gli oltre 4 milioni di lavoratori. Una campagna parallela a quella di Barack Obama e dei democratici, che vogliono che il Congresso approvi un aumento del minimo sindacale da 7,25 dollari all'ora a 10,10.

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