Corea del Nord: detenuto Usa condannato a sei anni di campo di lavoro

Cittadino americano condannato a sei anni di campo di lavoro in Corea del Nord. L'appello a Obama.

Condannato a sei anni di campo di lavoro Matthew Miller, americano detenuto in Corea del Nord. Lo ha reso noto l'agenzia di Stato Kcna. Il cittadino statunitense si sarebbe macchiato del reato di "atti ostili", entrando nel Paese "travestito da turista". Secondo le autorità nordcoreane, in realtà si tratterebbe di una spia americana.

Giorni fa, insieme ad altri due americani detenuti in Corea del Nord, aveva lanciato un appello all'amministrazione di Barack Obama per avviare negoziati con la Corea del Nord. La decisione della Corte suprema esclude ogni possibile appello da parte del prigioniero. Il 24enne, originario di Bakersfield, in California, lo scorso 10 aprile stracciò il suo visto turistico all'aeroporto di Pyongyang per cercare di fare un'esperienza di "vita carceraria, in modo da poter indagare sulla situazione dei diritti umani".

A processo andrà anche il 56enne Jeffrey Fowle, entrato come turista in Corea del Nord e arrestato a maggio per aver lasciato una Bibbia in un club provinciale. Un terzo americano, il missionario Kenneth Bae, sta già scontando 15 anni per presunti atti ostili contro la nazione nordcoreana. Tornando a Miller, il processo è stato come capita spesso una farsa, una messa in scena.

E' stato infatti costretto a firmare una confessione di colpevolezza e, durante il procedimento, non ha potuto appellarsi alla clemenza della corte. All'inizio del mese, intervistato dalla Cnn, Miller aveva detto: "La mia situazione è molto grave. Sarò mandato direttamente in prigione". Che, però, pare di capire fosse proprio il suo scopo originario.

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