Ebola in Guinea: villaggio aggredisce sanitari e giornalisti, 8 morti

Villaggio della Guinea aggredisce team di giornalisti e medici impegnati in una campagna di sensibilizzazione su ebola: 8 i morti, 21 i feriti.

Un intero villaggio si è scagliato contro un team di medici e giornalisti, che avevano il compito di 'educare' sulla natura e la prevenzione del virus ebola. Il bilancio è tragico: otto morti e 21 feriti. Gli abitanti del villaggio di Womè, convinti che in realtà la malattia sia solo un'invenzione, hanno utilizzato il machete e le pietre per massacrare chi voleva aiutarli.

I corpi sono stati ritrovati all'interno del villaggio, tre erano stati sgozzati. E' sopravvissuta soltanto una giornalista, che si era nascosta e che ha ascoltato le urla dei suoi colleghi mentre venivano torturati e sottoposti a morte atroce. In Guinea, sono molti quelli che pensano che ebola sia un'invenzione dei bianchi occidentali per uccidere i neri.

Lo staff sanitario e giornalistico è stato così accolto come un nemico. Nonostante ne facessero parte anche operatori africani. Lo scorso mese, sempre in Guinea, erano scoppiati scontri violenti quando un team di medici stava disinfettando un mercato. I 'camici bianchi' erano stati accusati di star "spargendo il virus" appositamente per uccidere i cittadini neri.

Gli abitanti del villaggio di Womè, dopo aver compiuto la strage, sono fuggiti. Lo ha fatto sapere il governo di Conakry. La Guinea è uno dei tre Paesi africani maggiormente colpiti dal virus. Mentre il bilancio continua ad aggiornarsi: 5.335 i casi di ebola dallo scoppio dell'epidemia, 2.622 i morti. Più della metà si sono verificati negli ultimi 21 giorni del contagio, che è cominciato lo scorso gennaio.

Ebola in Guinea

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