Cina, 50 morti per attentati nello Xinjiang

La regione è una delle aree più esplosive della Cina a causa delle mai sopite tensioni fra i locali uiguri e i “migranti” han

Sono 50 le vittime di una serie di attentati terroristici che hanno colpito la regione autonoma dello Xinjiang, nell’estremo nord ovest della Cina, al confine con Russia e Mongolia. Gli attacchi sono avvenuti cinque giorni fa, ma le forze dell’ordine non avevano ancora diffuso dettagli sulla vicenda.

Secondo quanto riferito dal sito del governo locale, gli attentati sono avvenuti alle 17 e hanno colpito due stazioni di polizia, un mercato all’aperto e un negozio. Tra le vittime ci sono stati sei terroristi, sei civili e quattro poliziotti. Alcuni degli attentatori si sono fatti esplodere, altri, invece, sono stati uccisi dalle forze di polizia.

Lo Xinjiang è una regione autonoma della Cina, abitata dagli uiguri e da altre etnie turcofone musulmane legate all’Asia centrale. Quest’ampia area fu conquistata militarmente dalla Cina nel secondo secolo dopo Cristo, ma è rimasta largamente indipendente fino al 1949.

Politicamente è una delle aree maggiormente “esplosive” della Cina, poiché Pechino, negli ultimi anni, ha favorito l’immigrazione di cinesi di etnia han che rappresentano attualmente il 40% della popolazione e rappresentano la maggioranza della popolazione nei centri urbani, di cui occupano le principali posizioni in ambito economico.

Le tensioni fra gli han e gli uiguri – che sentono minacciata la propria identità – sono spesso sfociate in episodi di violenza. Nel luglio 2009 gli scontri fra le due etnie, avvenuti nel capoluogo Urumqui, provocarono quasi duecento morti.

CHINA-XINJIANG-ECONOMY

Via | Daily Mail

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