Domnica Cemortan, il comandante Schettino e il giornalismo spazzatura

Nel racconto di Cemortan ci sono più incongruenze che notizie: eppure tv e giornali le danno spazio come fosse la bocca della verità. Cosa succede nell'informazione italiana?

Domnica Cemortan è la nuova "bocca della Verità" che porterà la luce sui fatti ancora oscuri a margine del naufragio della Concordia. Con questa certezza assoluta (e mai messa in discussione, chissà se per via dell'avvenenza della ballerina moldava) giornali e televisioni italiane ritagliano da tre giorni spazi sempre più ampi per le notizie "clamorose" che la donna potrebbe fornire.

Dico potrebbe perchè fino ad oggi di "notizie" non ce ne sono (e Schettino può dunque dormire sonni tranquilli): quello che c'è è invece un circo di disinformazione, fango e pericolosa fantasia che non si capisce bene dove voglia arrivare. Rifuggiamo le posizioni complottiste dell'"arma di disinformazione di massa", che vogliono si parli molto del nulla per distrarre il pubblico dai veri temi scottanti, e cerchiamo di capire il fine ultimo dello spettacolo dal palcoscenico mediatico sul quale è salita la Cemortan.

Bisogna partire dal 17 luglio 2013, il giorno della prima udienza del processo Concordia a Grosseto (il processo si celebra in un teatro): quel giorno Domnica Cemortan rifugge telecamere e giornalisti, si trincera dietro un silenzio assoluto e presenta alcune denunce alla procura di Grosseto contro chi ipotizzò un suo legame col comandante.

Un fatto di fondamentale importanza, viste le dichiarazioni pubblicate da Oggi nelle quali la stessa moldava ammette di avere avuto una relazione con il comandante: parole che confutano le denunce presentate (ma sono state presentate?) dalla stessa Cermotan.

Sulle "dichiarazioni incredibili" invece tutte le risposte che cerchiamo le possiamo tranquillamente trovare nelle stesse dichiarazioni, tutte con lo stesso adagio: "Io non ho visto ma...", "questa cosa mi è stata detta...", "Sono sicura che...", "mi sembra inequivocabile". Non c'è una singola certezza nelle parole di Domnica, che sarà rimasta confusa dal trambusto di quella notte.

In realtà, nella mia personale interpretazione, le parole della donna confutano la tesi della procura di Grosseto, secondo cui Schettino non ha fatto altro che salvarsi la pellaccia dopo il disastro. Domnica dice:

"Salimmo al ponte 11, e anche se Schettino sostiene di esserci andato per controllare la dritta della nave io dico che eravamo lì ad aspettare un elicottero che portasse via tutti e tre. O forse solo qualcuno di noi. [...] mentre eravamo lì, il comandante aveva un’aria impaziente, continuava a guardarsi in giro, come se aspettasse qualcosa. A un certo punto disse: “Ma qui non ci vede nessuno!”. Il riferimento mi è sembrato inequivocabile. Chi mai doveva vederci di notte in cima alla nave? Da sotto nessuno ci poteva vedere. Evidentemente era dall’alto che dovevamo renderci visibili."

molto probabilmente dal ponte 11 Schettino, preso dal panico (lo abbiamo ascoltato tutti nelle telefonate con il capitano De Falco) aveva intenzione di monitorare le operazioni di affondamento e di soccorso, anche perchè la donna nelle sue dichiarazioni parla di impressioni ("mi è sembrato inequivocabile") e mai di certezze.

La questione dell'elicottero è invece grottesca: Domnica Cemortan dice e non dice, afferma e non afferma, spiega senza spiegare nulla e parla di un elicottero che non ha mai visto, di una consegna che nessuno ha mai visto (tantomeno la signorina Cemortan), di un fantomatico "pacco misterioso" intravisto una sola volta e a terra. Dove sta lo scoop? Dove le rivelazioni incredibili?

Tutti elementi che non verrebbero accolti nemmeno nel tribunale di Topolinia ma che Canale 5, Oggi e una larghissima fetta dell'informazione italiana fa passare come "verità rivelate": un po' come quando a parlare di mafia è un "pentito" che, in quanto tale, diventa degno di attenzioni, scoop, ricostruzioni vere e verificate (da chi poi, non si sa).

Fatto sta che a breve uscirà il libro della moldava, cosa che fa puzzare tutto quanto di clamorosa auto-promozione (legittima, per carità): un'operazione commerciale di pubblicità che tuttavia fa piuttosto schifo trovare nelle pagine di cronaca dei quotidiani nazionali. Come se non ci fossero altrettante storie interessanti da raccontare, come se la stessa vicenda Concordia non abbia già elementi (mai esplorati) decisamente interessanti per il pubblico: su tutti il processo, nel quale oramai Schettino è l'unico imputato alla sbarra, accusato di tutto e di più.

image

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO