Le prime pagine di oggi, venerdì 3 ottobre

La rassegna stampa dei principali quotidiani in edicola.

Le prime pagine di oggi, venerdì 3 ottobre

I titoli dei quotidiani in edicola oggi trattano argomenti, una volta tanto, diversi tra loro. Anche se probabilmente la notizia più importante riguarda il crollo delle borse dopo le parole di Mario Draghi ("ripresa lenta") al vertice della Bce; di pari importanza è la sfida che Francia e Italia hanno lanciato alla Merkel sul tetto del 3%. Altri quotidiani si concentrano invece sulla manovra finanziaria in arrivo, ma in primo piano ci sono anche le questioni di Forza Italia, che sembra ormai essere a un passo dalla spaccatura definitiva. E infine, ampio spazio alle questioni che riguarda De Magistris, la testimonianza di Napolitano sulla trattative e, per quanto riguarda gli esteri, anche al primo caso di Ebola negli Stati Uniti.


Le prime pagine di oggi, venerdì 3 ottobre

"Draghi: ripresa debole. Affondano le borse. Renzi: sto con Parigi", il titolo di Repubblica è praticamente un sunto delle tre notizie, tutte di stampo economico-finanziario, di giornata. Il Corriere della Sera invece sintetizza tutto con un inequivocabile: "I mercati puniscono l'Europa". Leggermente più tecnico il titolo del Sole 24 Ore: "Mercati, è fuga dal rischio: crollano le borse europee". Tra i principali quotidiani si differenzia solo la Stampa, che decide di dedicare la sua apertura alla prossima legge di stabilità: "Manovra più leggera".

I quotidiani più politicamente schierati si dedicano invece ad altro, a partire da Il Giornale, alle prese con la crisi di Forza Italia: "La frustata di Berlusconi", che sarebbero poi le parole del Cavaliere sulle riforme concordate col governo per provare a tenere a bada i ribelli, in primis Raffaele Fitto. Dall'altra parte, il Manifesto (che però dedica il titolo principale alla manifestazione contro la Bce di ieri) si occupa delle problematiche della sinistra: "Vendola ai dissidenti Pd: 'Una coalizione di diritti'". Il Fatto Quotidiano non smentisce la sua linea improntata alla cronaca giudiziaria: "Caramazza e Totò Riina fanno arrabbiare Re Giorgio", con le vicissitudini legate alla Corte Costituzionale e la volontà del boss mafioso di assistere al processo.

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