Prato: caso di epatite A in scuola elementare

Bambino straniero con epatite A in una scuola primaria di Prato: sottoposti a profilassi e vaccinazioni insegnanti, alunni dell'istituto e personale di pulizia.

Un caso di epatite A scuote la scuola primaria Puccini di Prato. Un bambino di otto anni, rientrato da pochi giorni dal suo Paese d'origine, lunedì è stato ricoverato nel reparto di Pediatria dell'ospedale Santo Stefano con i sintomi tipici: stanchezza, nausea, febbre e pelle gialla. Ieri, Luigi Ricci - medico del Dipartimento di igiene e sanità pubblica, è stato nella scuola per spiegare a bambini e genitori quali profilassi seguire.

Da oggi, cominceranno le vaccinazioni, non solo per i compagni di classe del bambino malato e per le insegnanti, ma anche per il personale di pulizia della scuola. Domani, sarà la volta dei bambini di altre classi che utilizzano gli stessi servizi igienici. I genitori del bimbo sono già stati sottoposti alla vaccinazione. Molta la preoccupazione del contagio nella scuola elementare.

Il dottor Ricci ha precisato:

"L'infezione si può trasmettere attraverso il contatto orale e fecale. Per questo, al primo punto della profilassi, c'è l'igiene personale con lavaggio scrupoloso delle mani. Abbiamo poi deciso di procedere alla vaccinazione dei compagni di classe, degli insegnanti e del personale di pulizia che si è occupato dell'igiene dei bagni utilizzati dai bambini. E pure degli altri bambini della classe vicina".

No all'allarmismo, naturalmente. L'epatite A colpisce il fegato, ma è meno grave dell'epatite B. Ogni anni possono verificarsi due - tre casi. Solitamente, si invitano i genitori di bambini stranieri - soliti tornare ai Paesi d'origine - a effettuare la vaccinazione preventiva, ma non molti accettano il consiglio. "Nella maggior parte dei casi, l'epatite A è benigna: se ne può uscire con il riposo, una dieta e l'idratazione".

Primaria Puccini Prato

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