Crisi, muratore si impicca: "Non vivo più"

Un muratore napoletano di 50 anni, da un anno e mezzo senza lavoro, si è impiccato nella cantina di casa. Lascia la moglie e due figlie adolescenti.

Ha iniziato la giornata come tutte le altre: prima ha accompagnato le figlie adolescenti a scuola, poi a casa ha salutato la moglie. Quindi, è sceso in cantina e si è impiccato con una corda. La vittima è il 50enne Domenico Eredità, di Casalnuovo di Napoli, strozzato dalla crisi economica e presumibilmente dai debiti che non riusciva più a onorare.

Prima di legarsi la corda al collo, ha scritto un biglietto alla moglie casalinga e alle figlie: "Vi chiedo perdono: è tutta colpa mia". L'uomo, che di professione faceva l'operaio edile, era disoccupato da un anno e mezzo. A Casalnuovo, pochi mesi fa - a febbraio, per l'esattezza - era accaduto un altro episodio simile e con lo stesso epilogo.

Sconvolta naturalmente la cittadinanza, a cominciare da Mauro Pelliccia, dell'associazione amici di Casalnuovo. E' stato uno dei primi ad accorrere sul posto, insieme ai carabinieri, appena appresa la notizia: "Domenico era di Afragola, ma ormai risiedeva a Calsanuovo da anni. Lascia la moglie e le figlie. Siamo tutti attoniti qui in città".

Il 43enne Eduardo De Falco, un panificatore, si era ucciso dopo aver ricevuto una multa da 2 mila dall'Ispettore del lavoro per la presenza della moglie, priva di regolare contratto, nel piccolo panificio di cui lui era titolare e che sfornava anche pizze al taglio. Due casi in pochi mesi nello stesso posto: la crisi economica continua e fa malissimo, soprattutto alle piccole imprese.

Carabinieri Casalnuovo

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