Rientrate a casa la madre e figlia scomparse ieri a Occhiobello

I Vigili del fuoco sono impegnati per ritrovare la donna di 28 anni e la figlia di 5 anni scomparse da ieri

ore 20.30 - La mamma e la bimba di 5 anni di cui non si avevano più notizie da ieri sera a Occhiobello (Rovigo) sono tornate a casa e sono in buone condizioni di salute. La donna ha spiegato solamente che "voleva fare un giro" con la figlia. A denunciare la scomparsa di madre e figlia era stato il marito. Le ricerche, scattate ieri sera, erano state sospese nel tardo pomeriggio di oggi con l'intenzione di riavviarle domani. Ma proprio nel tardo pomeriggio

ore 12.47 Le squadre dei Vigili del Fuoco di Rovigo sono impegnate dalle 23.40 di ieri, martedì 15 ottobre, nella ricerca di una donna albanese di 28 anni e della figlia di 5, entrambe scomparse da casa. Nelle ricerche sono impegnate anche le unità cinofile. A denunciare la sparizione è stato il marito della donna. Fino a questo momento le ricerche compiute a Santa Maria Maddalena, frazione di Occhiobello, non hanno dato esito.

Le due donne sono state viste per l’ultima volta alle 17.30 di ieri quando la donna, Malbora, e la figlia erano in attesa dello scuolabus alla fermata di Santa Maria Maddalena. Da allora nessuno le ha più viste. Allarmato dalla loro assenza, il marito e padre della bambina, 35 anni, ha segnalato la situazione ai carabinieri che poco prima della mezzanotte hanno iniziato le ricerche, prima nel paese che si trova sulla riva destra del Po, poi allargando il raggio, sia a terra, sia con l’impiego di un elicottero.

Le due donne erano a piedi e la donna non aveva con sé né i documenti, né il cellulare e i soldi, un particolare che desta molta preoccupazione. Il fatto che la donna non abbia portato con sé il cellulare, infatti, rende impossibile effettuare gli accertamenti sulle “celle” che solitamente permettono di localizzare le persone scomparse o, quantomeno, l’ultimo momento in cui il cellulare ha emesso un segnale.

Le ricerche vedono impegnati 15 Vigili del fuoco, tra cui alcuni cinofili, personale TAS (topografia applicata al soccorso) e l'elicottero del reparto volo di Bologna per la ricerca dall'alto.

Si teme anche l’effetto emulazione visto che nella stessa zona, appena tre giorni fa, si è consumato l’omicidio-suicidio di un nonno che, disperato per le condizioni di salute del nipotino di 5 anni affetto da una malattia genetica rara, si è gettato con lui nelle acque dell'Adigetto a Lendinara (Rovigo).

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Via | Il Gazzettino

Foto | Google Maps

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