Stati Uniti, diagnosticato il primo caso di dipendenza da Google Glass

L’uomo, pur se privo degli occhiali, si toccava le tempie per rispondere alle domande che gli venivano poste

Il primo caso di dipendenza da Google Glass è stato segnalato negli Stati Uniti, dopo che alcuni medici si sono accorti che un uomo toccava con la punta delle dita il proprio cranio ogni qualvolta gli veniva posta una domanda. Come se avesse i Google Glass. Un riflesso pavloviano frutto di una mente che, ormai, aveva delegato determinate funzioni mnemoniche alla “macchina”.

La prima diagnosi di “Google Glass addiction” mette a nudo le falle nel sistema con il quale il colosso di Mountain View prosegue nel suo iter di cyberizzazione dell’essere umano, con l’obiettivo, nemmeno troppo nascosto, di esercitare un controllo sempre più asfissiante sugli individui, merce preziosa nel mercato globale dei dati.

Secondo i medici che lo hanno avuto in cura, l’uomo era divenuto “irritabile e polemico”, compiva numerosi gesti compulsivi (quello verso le tempie per esempio) e diceva di soffrire di problemi della memoria. Essendo in cura per problemi di alcolismo, i medici hanno creduto, in un primo tempo, che i disturbi fossero connessi al mancato consumo di alcol, ma si sono dovuti ricredere, scoprendo che i suoi gesti e i suoi tic erano determinati dall’assenza dei Google Glass.

L’uomo era arrivato a portare gli occhiuali per 18 ore al giorno, anche durante il lavoro: lo strumento veniva tolto solamente quando si lavava e durante le ore di sonno.
Secondo Andrew Doan, il dottore che ha avuto in cura il paziente, non vi è nulla di intrinsecamente negativo nei Google Glass, ma per la loro natura, per la facilità d’utilizzo e la facilità nel portarli con sé, sono un gadget estremamente a rischio per persone soggette a dipendenze.

Il problema degli strumenti connessi che si possono portare con sé è che essi permettono di essere permanentemente chiusi in un mondo, pur dando l’impressione di essere perfettamente presenti nel momento,

ha spiegato Doan intervistato da The Guardian.

La situazione del paziente è nettamente migliorata quando l’uomo è stato tenuto per 35 giorni lontano da sostanze e oggetti a rischio di dipendenza. Uscito dal “tunnel”, il paziente ha ammesso come l’assoggettamento ai Google Glass sia stato ancora più duro dell’asservimento all’alcol.

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Via | The Guardian

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