Benjamin C. Bradlee è morto. Rese grande il Washington Post

Dirigeva il quotidiano ai tempi del Watergate, l'unica inchiesta giornalistica americana che ha portato alle dimissioni di un presidente. E fece pubblicare i Pentagon Papers

Benjamin C. Bradlee morto a 93 anni

È morto all'età di 93 anni Benjamin C. Bradlee, storico direttore del Washington Post.

La sua carriera giornalistica (ben riassunta da Investigationpower.org), fulminante, lo vede giovanissimo a dirigere il WP, fin dal 1965: aveva iniziato a lavorarci nel '48, per 80 dollari a settimana, poi era passato al Newsweek, in seguito a un trasferimento a Parigi nello staff dell'ufficio stampa dell'ambasciata americana in Francia. Amico di John F. Kennedy, ne aveva seguito per Newsweek la campagna presidenziale e poi la presidenza.

Nel 1971 prende la sua prima decisione importante da direttore: il Washington Post riceve (quattro giorni dopo la prima pubblicazione del New York Times) i "Pentagon Papers". Il New York Times aveva ricevuto un'ingiunzione dal tribunale che bloccava le pubblicazioni. Bradlee decide di pubblicarli ugualmente, integralmente, con il favore dell'editore. Anche la Corte Suprema gli darà ragione.

L'anno dopo, i giornalisti Bob Woodward e Carl Bernstein, col placet di Bradlee, pubblicano le intercettazioni che danno origine al Watergate e poi alle dimissioni del Presidente Nixon. È così che il Post vincerà il suo primo Pulitzer per il Servizio pubblico.

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