Iran: impiccata Reyhaneh, uccise l'uomo che voleva violentarla

Impiccata a mezzanotte Reyhaneh Jabbari, la ragazza iraniana che aveva ucciso l'uomo che voleva stuprarla.

A mezzanotte l'iraniana Reyhaneh Jabbari è stata impiccata con l'accusa di omicidio. Aveva infatti ucciso l'uomo che stava tentando di stuprarla. Inutile l'appello di Amnesty International direttamente al governo di Teheran. Così come la mobilitazione mondiale per chi era una vittima e aveva semplicemente lottato per evitare la violenza sessuale.

A dare l’allarme la madre, Shole Pakravan, che ieri aveva incontrato la figlia – per l’ultima volta – in carcere, per un’ora. La giovane, ha raccontato la madre aveva la febbre e stava male. Al termine del colloquio, la direzione del carcere si era rifiutata di fornire informazioni rispetto al trasferimento di Reyhaneh Jabbari sul luogo dell’esecuzione.

Reyhaneh, 26 anni, era stata condannata a morte nel 2006, al termine di un'indagine di un processo profondamente di parte. Una campagna internazionale era stata lanciata sui principali social network per chiedere la liberazione della ragazza. Facebook e Twitter, i veicoli più importanti in casi come questi per smuovere le coscienze, questa mattina hanno potuto solo dare la notizia della morte: "Riposa in pace".

La donna era stata arrestata nel 2007 per l'omicidio di Morteza Abdolali Sarbandi, ex impiegato del ministero dell'Intelligence iraniano. Era stata quindi tenuta in isolamento per due mesi, senza poter vedere né i familiari né l'avvocato. Reyhaneh aveva confessato di aver accoltellato alle spalle il suo aggressore, che poco prima aveva tentato di violentarla. Ma aggiunse che l'omicidio era stato compiuto da un altro uomo, presente nella stanza.

Queste sue dichiarazioni non sono mai state adeguatamente investigate, anche perché le autorità l'hanno costretta a sostituire il suo avvocato con un collega inesperto. Insomma, un verdetto già scritto. Eppure, l'esecuzione di Reynaeh era stata già rinviata più volte, l'ultima delle quali lo scorso il 30 settembre. Qualcuno aveva sperato che il destino non fosse già segnato.

reyhaneh

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