Il medico Denis Mukwege riceve il Premio Sacharov al Parlamento Europeo

Il ginecologo congolese è stato riconosciuto a livello internazionale per il suo impegno nel trattamento dei danni patologici, psicologici e sociali provocati dalla violenza sessuale.

Denis Mukwege è un medico ginecologo congolese di 59 anni che dedica la sua vita a ricostruire i corpi e le vite di decine di migliaia di donne e ragazze congolesi, vittime di stupri collettivi e di brutali violenze sessuali nella guerra in atto nella Repubblica democratica del Congo.

Al dott. Mukwege il Parlamento Europeo di Strasburgo ha conferito, quest'oggi, il prestigioso Premio Sacharov, in passato riconosciuto a personalità del calibro di Guillermo Fariñas, dissidente cubano, Jafar Panahi, regista iraniano perseguitato dal regime degli ayatollah, e lo scorso anno a Malala Yousafzai, premio Nobel per la pace 2014.

Il Premio Sacharov per la libertà di pensiero è un premio che riconosce l'impegno per i diritti umani: viene conferito a riconoscimento dell'impegno profuso da singoli individui o organizzazioni per difendere i diritti umani e le libertà fondamentali. Dell'importo di 50mila euro viene assegnato durante una seduta solenne dell'Europarlamento a Strasburgo.

Il dott. Mukwege ha studiato medicina in Congo e per primo ha aperto, nell'ospedale di Lemera (ad est della Repubblica Democratica) un reparto ginecologico, andato distrutto allo scoppio della guerra civile in Congo nel 1996. Fuggito a Bukavu, Mukwege ha creato un secondo ospedale, utilizzando tende da campo, e ha costruito un nuovo reparto di maternità e una sala operatoria. Tutto andato distrutto, nuovamente, allo scoppio della seconda guerra civile, nel 1998.

Dilaniato dal sangue e dalle atrocità, il Congo ancora oggi fatica molto ad uscire dal drammatico ricordo sociale che le violenze delle guerre civili ancora brucia nella mente di chi è sopravvissuto: le donne, durante la guerra civile, sono state le più colpite dalla violenza folle dei guerriglieri congolesi, che le consideravano ufficialmente "nemiche".

Mukwege ha ricostruito il suo ospedale, per la terza volta, a Panzi, lavorando indefessamente e addestrando il personale a curare le donne che avevano subito attacchi da combattenti: sono oltre 40mila le donne congolesi che hanno subito atrocità, violenze, sevizie durante la guerra civile.

"Ho cominciato a chiedermi cosa stesse succedendo. [...] Non erano solo violenze di guerra, facevano parte di una strategia... più persone venivano violentate contemporaneamente, in pubblico; un intero villaggio poteva essere violentato durante la notte. In questo modo non sono colpite soltanto le vittime, ma l'intera comunità, obbligata a guardare. Il risultato di tale strategia è che le persone sono obbligate a fuggire dal proprio villaggio, abbandonare i campi, le proprie risorse, tutto."

All'apertura del nuovo ospedale, nel 1999, la prima donna ricoverata come vittima di stupro riportava ferite da proiettile nei genitali e nelle cosce. Giorno dopo giorno, lavorando a stretto contatto con le donne, i sogni del dott. Mukwege sono diventati realtà: oggi l'ospedale di Panzi offre cure psicologiche e fisiche e aiuta le donne a sviluppare nuove capacità per ricominciare a vivere e le ragazze a tornare a scuola., oltre a mettere a disposizione anche l'assistenza giuridica per citare in giudizio gli aggressori.

Un'attività che non è vista di buon occhio da qualcuno, tanto che nel 2012 il medico congolese ha subito ripetute minacce e non solo: attaccato da alcuni uomini armati che hanno fatto irruzione in casa sua e minacciato le sue figlie con un fucilem uccidendo la sua guardia del corpo, il dott. Mukwege decise di fuggire e rifugiarsi con la sua famiglia in Svezia prima e in Belgio poi, facendo ritorno nella Repubblica Democratica del Congo solo nel 2013: un gruppo di donne che sopravvivevano con meno di un dollaro al giorno hanno unito gli sforzi per pagargli il viaggio di ritorno.

L'importanza di questo premio è evidente: in passato gli assegnatari hanno visto crescere di molto il proprio prestigio internazionale, fino ad ottenere il Nobel per la Pace (come è stato per Malala): il cammino del dott. Mukwege, ai più sconosciuto, è un cammino di civiltà che in molti intraprendono in Africa, nella speranza di cambiare radicalmente, e realmente, il destino del Continente madre dell'umanità.

L'operato in favore delle donne del dott. Mukwege e, più in generale, in favore della giustizia sociale in Congo rende questa persona una delle personalità di spicco cui l'Africa deve necessariamente fare riferimento per la propria crescita ed il proprio sviluppo. Ma che, certamente, anche l'Europa non deve sottovalutare: d'altra parte, con l'Africa, gli affari vanno avanti.

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