Yemen: fallisce operazione Usa, morti due ostaggi

L’ostaggio americano è stato ucciso durante l’operazione condotta con droni e paracadutisti per tentare di salvarlo

ore 16.04 - Oltre all’ostaggio americano Luke Somers, nell’operazione condotta all’alba dai droni Usa ha perso la vita anche Pierre Korkie, un insegnante sudafricano ostaggio di Al-Qaeda dal maggio 2013. Secondo l’Ong Gift of the Givers l’ostaggio avrebbe dovuto essere liberato domani. Proprio in mattinata ci sarebbe dovuto essere un incontro per stabilire gli step del suo ritorno in Sudafrica. Ma l’iter della liberazione di Korkie si è incrociato con l’ultimatum su Somers. Gli americani hanno voluto accelerare i tempi cadendo nella trappola dei qaedisti.

Il presidente Barack Obama si è assunto la responsabilità di quanto accaduto quest’oggi, ammettendo di avere autorizzato l’operazione di recupero in collaborazione con il governo yemenita, per tentare di liberare tutti gli ostaggi detenuti nel Paese alla luce di informazioni sul “pericolo imminente” per Luke Somers. Porgendo le condoglianze ai parenti delle vittime, Obama ha poi aggiunto:

Non lesineremo sforzi per utilizzare tutte le capacità militari, di intelligence e diplomatiche per riportare a casa sani e salvi gli americani, ovunque si trovino.

ore 11.13 - Due giorni fa, giovedì 4 dicembre, Luke Somers aveva chiesto aiuto in un video postato sull’account Twitter di Al Qaeda nella Penisola Arabica: il comandante Nasser bin Ali Al-Ansi aveva annunciato che qualora, entro tre giorni, non fossero soddisfatte le richieste degli jihadisti in Yemen il giornalista sarebbe stato ucciso. Il leader jihadista aveva anche invitato gli Stati Uniti a non ripetere operazioni di salvataggio come quella che a fine novembre aveva tentato di trarlo in salvo.

A poche ore dalla scadenza dell’ultimatum Somers è morto durante un’operazione condotta dai paracadutisti Usa “coperti” da droni. Il raid si è svolto nella regione di Noussab, nella provincia di Shabwa, roccaforte dei ribelli estremisti in Yemen e secondo le prime informazioni sarebbero stati uccisi nove sospetti terroristi.

Informazioni discordanti si sono accavallate nei minuti successivi all’operazione: se le autorità yemenite hanno confermato la liberazione dell’uomo, la sorella di Somers ha affermato che agenti dell’Fbi l’avrebbero informata sulla morte del fratello durante l’operazione.

Al video di giovedì, Paula, madre del giornalista Luke Somers, aveva risposto con un video nel quale aveva chiesto pietà agli jihadisti. Insieme a lei il fratello del giornalista, Jordan, aveva sottolineato come Luke fosse “solo un fotoreporter” senza nessuna responsabilità in merito alle “azioni intraprese dal governo Usa” in Yemen. Somers aveva 33 anni ed era stato catturato nella capitale yemenita Sanaa nel settembre 2013.

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Via | The Guardian

In aggiornamento

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