Rom accusato di aver abbandonato la figlia. Il giudice lo assolve: "Ci è abituata"

La bambina era già stata restituita al padre dopo la denuncia

Un uomo di etnia rom, vedovo e padre di 10 figli tra i 2 e i 27 anni, è stato assolto dall'accusa di aver lasciato sola per strada la figlia di 7 anni, perché il reato di abbandono di minore "non può configurarsi quando tale circostanza non espone quest'ultimo a nessun pericolo". A emettere la sentenza è stato il Gup di Bergamo chiamato a esprimersi sul caso del 48enne bosniaco che aveva lasciato la piccola sulle scale delle Poste centrali della città in via Locatelli mentre lui chiedeva l'elemosina poco distante, e probabilmente anche la bambina chiedeva la carità.

I vigili hanno notato la bambina e, una volta identificato il padre, hanno provveduto a denunciarlo per abbandono di minore. Reato che però non si può configurare secondo il Gup Tino Palestra, quando

i bimbi stessi sono abituati a queste situazioni e conoscono perfettamente lo stile di vita nel quale sono destinati a crescere, senza che lo Stato-tutela ritenga di intervenire in qualche modo

Ed è la motivazione più che l'assoluzione stessa a suscitare polemiche: si poteva infatti ritenere eccessivo parlare di abbandono di minore quando il genitore si trovava comunque lì nei pressi, ma il magistrato si addentra in una disamina sociologica sullo stile di vita atavico dei Rom, per cui una situazione di abbandono debba essere valutata a seconda di chi è stato abbandonato. Per cui un bambino Rom, che sa a quale "stile di vita è destinato", sarà abituato a cavarsela da solo e quindi soggetto a un'applicazione diversa della legge.

Insomma, siccome i rom sono abituati a cavarsela in ogni situazione, il fatto di lasciarli soli non configura necessariamente l'abbandono di minore, in quanto "non c'era nessun tipo di pericolo". Questo a prescindere dalle circostanze oggettive del fatto, e cioè che effettivamente si poteva contestare l'accusa di abbandono semplicemente perché il padre della bambina si trovava nelle vicinanze. Tanto è vero che gli stessi vigili non si erano rivolti ad alcuna agenzia di protezione dell'infanzia e la stessa Procura minorile aveva riaffidato la piccola al padre, "di fatto valutando come non abbandono nel senso pregnante del termine ciò che il padre aveva appena fatto".

(Nel video, un caso di sfruttamento minorile con accattonaggio)
AFGHANISTAN-SOCIETY

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