Papa Francesco nel giorno di Santo Stefano: "Preghiamo per i cristiani perseguitati"

Le parole di Papa Francesco nella sua seconda messa di Natale, nella benedizione Urbi et Orbi e nel giorno di Santo Stefano 2014.

Venerdì 26 dicembre 2014 - Anche oggi, giorno di Santo Stefano, Papa Francesco è tornato in Piazza San Piero per l'Angelus e ha affrontato un tema che aveva già anticipato attraverso un tweet, ossia quello della persecuzione dei cristiani, di cui proprio il Santo che si ricorda oggi è stato il primo martire.


Il Papa oggi ha detto ai fedeli presenti in Piazza San Pietro:

"Oggi preghiamo in modo particolare per quanti sono discriminati e perseguitati e uccisi per la testimonianza resa a Cristo. Vorrei dire a ciascuno di loro: se portate questa croce con amore, siete entrati nel mistero del Natale, siete nel cuore di Cristo e della Chiesa. Preghiamo inoltre perché, grazie anche al sacrificio di questi martiri di oggi, si rafforzi in ogni parte del mondo l'impegno per riconoscere e assicurare concretamente la libertà religiosa, che è un diritto inalienabile di ogni persona umana"

Ai cristiani, in particolare, il Pontefice chiede di essere coerenti in ogni circostanza con la fede che professano e a dare testimonianza a Gesù "nell'umiltà, nel servizio silenzioso, senza paura di andare controcorrente e di pagare di persona".
Bergoglio ha spiegato che la coerenza cristiana è il pensare, sentire e vivere come cristiano che si oppone al comportamento di molti che pensano come cristiani, ma vivono come pagani.

Papa Francesco ha salutato i fedeli come sempre augurando buon pranzo e invitandoli a pregare per lui.

Papa Francesco a Natale: "Troppi bambini maltrattati"


Giovedì 25 dicembre 2014

Secondo Natale da Papa per Jorge Bergoglio: Papa Francesco ha celebrato ieri sera la messa di Natale nella basilica di San Pietro, gremita di fedeli che hanno accolto con emozione le frasi del Santo Padre. Anche all'esterno c'erano tantissime persone raccolte per seguire da vicino le parole del Pontefice.

La parola chiave del Natale 2014, per Papa Francesco, è "tenerezza".

    Abbiamo il coraggio di accogliere con tenerezza le situazioni difficili e i problemi di chi ci sta accanto, oppure preferiamo le soluzioni impersonali, magari efficienti ma prive del calore del Vangelo? Quanto bisogno di tenerezza ha oggi il mondo! Pazienza di Dio, vicinanza di Dio, tenerezza di Dio.

Papa Francesco spiega che la vita va affrontata in un modo ben preciso.

    La vita va affrontata con bontà, con mansuetudine. Quando ci rendiamo conto che Dio è innamorato della nostra piccolezza, che Egli stesso si fa piccolo per incontrarci meglio, non possiamo non aprirgli il nostro cuore, e supplicarlo: “Signore, aiutami ad essere come te, donami la grazia della tenerezza nelle circostanze più dure della vita, donami la grazia della prossimità di fronte ad ogni necessità, della mitezza in qualsiasi conflitto”.

L'ultimo riferimento è quello sulle persone "arroganti, superbe e che stabiliscono le leggi secondo criteri personali":

    Cari fratelli e sorelle, in questa notte santa contempliamo il presepe: lì «il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce» (Is 9,1). La vide la gente semplice, la gente disposta ad accogliere il dono di Dio. Al contrario, non la videro gli arroganti, i superbi, coloro che stabiliscono le leggi secondo i propri criteri personali, quelli che assumono atteggiamenti di chiusura. Guardiamo il presepe e preghiamo, chiedendo alla Vergine Madre: “O Maria, mostraci Gesù!”

Nel video in alto, tutta la riproposizione della Messa di Natale 2014 di Papa Francesco, con tutte le frasi della sua omelia.

Nella mattina del 25 dicembre è stata la volta della benedizione Urbi et Orbi, ecco alcuni stralci del messaggio di Papa Francesco e sotto il video integrale.

    I nostri fratelli e sorelle dell’Iraq e della Siria da troppo tempo soffrono gli effetti del conflitto in corso e, insieme con gli appartenenti ad altri gruppi etnici e religiosi, patiscono una brutale persecuzione. Il Natale porti loro speranza, come ai numerosi sfollati, profughi e rifugiati, bambini, adulti e anziani, della Regione e del mondo intero; muti l’indifferenza in vicinanza e il rifiuto in accoglienza, perché quanti ora sono nella prova possano ricevere i necessari aiuti umanitari per sopravvivere alla rigidità dell’inverno, fare ritorno nei loro Paesi e vivere con dignità. Possa il Signore aprire alla fiducia i cuori e donare la sua pace a tutto il Medio Oriente, a partire dalla Terra benedetta dalla sua nascita, sostenendo gli sforzi di coloro che si impegnano fattivamente per il dialogo fra Israeliani e Palestinesi.

Il Papa ha un pensiero anche per chi soffre in Ucraina e in Africa. Poi si sofferma sui bambini.

    Gesù salvi i troppi fanciulli vittime di violenza, fatti oggetto di mercimonio e della tratta delle persone, oppure costretti a diventare soldati; bambini, tanti bambini abusati. Dia conforto alle famiglie dei bambini uccisi in Pakistan la settimana scorsa.

Non manca anche un riferimento all'aborto ("cultura che non ama una vita")

    Il mio pensiero va a tutti i bambini oggi uccisi e maltrattati, sia a quelli che lo sono prima di vedere la luce, privati dell’amore generoso dei loro genitori e seppelliti nell’egoismo di una cultura che non ama la vita; sia a quei bambini sfollati a motivo delle guerre e delle persecuzioni, abusati e sfruttati sotto i nostri occhi e il nostro silenzio complice; e ai bambini massacrati sotto i bombardamenti, anche là dove il figlio di Dio è nato. Ancora oggi il loro silenzio impotente grida sotto la spada di tanti Erode. Sopra il loro sangue campeggia oggi l’ombra degli attuali Erode. Davvero tante lacrime ci sono in questo Natale insieme alle lacrime di Gesù Bambino!

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