Nel 2014 uccisi 60 giornalisti: la metà in Medio Oriente

Per il terzo anno consecutivo la Siria è il Paese più pericoloso per i professionisti dell’informazione secondo il report annuale del Committee to Protect Journalists

Il 2014 è stato un anno tragico per i giornalisti, senza dubbio uno dei più drammatici, soprattutto per l’impatto mediatico delle esecuzioni, da parte dello Stato Islamico dei freelance James Foley e Steven Sotloff. Il Committee to Protect Journalists sottolinea come l’attività giornalistica stia subendo pressioni altamente restrittive in molti paesi: se i Governi democratici si limitano a un’attività di controllo, embedding e soft power, altrove (paesi africani, arabi, asiatici o del blocco dell’ex Unione Sovietica) i giornalisti pagano le loro inchieste e le loro fotografie con la vita.

Nel 2014 che si concluderà domani il numero di giornalisti uccisi a causa della loro professione è stato di 60. La regione più letale del mondo continua a essere il Medio Oriente con la metà degli omicidi dei professionisti dell’informazione e la Siria è il Paese più pericoloso al mondo per il terzo anno consecutivo. Il paese di Bashar al-Assad ha sottratto questo poco onorevole primato al’Iraq, paese nel quale sono stati uccisi 166 giornalisti dal rovesciamento del governo di Saddam Hussein.

Un quarto dei giornalisti uccisi quest’anno (una quindicina) erano giornalisti internazionali ovverosia operanti al di fuori del loro paese d’origine. L’Is ha trasformato i giornalisti in oggetti a uso e consumo della propaganda del Califfo. Negli oltre tre anni e mezzo di conflitto in Siria sono stati uccisi circa 60 giornalisti locali. Nelle aree controllate dall’Is è stato chiesto ai giornalisti locali un giuramento di fedeltà ai valori e alla politica del Califfato. Sarebbero circa 20, secondo le stime del CPJ i giornalisti dispersi in Siria.

Per gli jihadisti i giornalisti sono “professionalmente” contro i mujaheddin tanto in Siria quanto nel mondo e come tali meritano di essere puniti secondo la legge islamica. A meno che non possano fruttare un riscatto. Perché davanti alla fede in Mammona tutti gli altri monoteismi capitolano.

SYRIA-CONFLICT-ALEPPO

Via | Al Jazeera

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