Putin: condannato di nuovo l'oppositore Alexei Navalny

Condannato a tre anni e mezzo di carcere Alexei Navalny, il più forte oppositore di Vladimir Putin in Russia. E' accusato di aver rubato soldi da due società.

Il più forte oppositore di Vladimir Putin, l'avvocato russo Alexei Navalny è stato condannato a tre anni e mezzo di carcere con la condizionale. L'accusa è di aver rubato 30 milioni di rubli da due società; per le stesse accuse, è stato condannato a tre anni e mezzo (senza la condizionale) pure il fratello Oleg. Entrambi si professano innocenti, parlando di prove fabbricate ad hoc dal governo russo per toglierli dalla scena politica.

La sentenza doveva essere annunciata il 15 gennaio, ma ha improvvisamente deciso di anticipare il verdetto. Navalny ha chiesto ai russi di protestare e di "distruggere" il regime di Putin. L'uomo, 38 anni, è stato arrestato varie volte in passato e nel 2013 era stato condannato a cinque anni di carcere per appropriazione indebita; fu rilasciato dopo un giorno soltanto e messo agli arresti domiciliari, con divieto di comunicare con l'esterno.

Nello stesso anno, Navalny si era candidato a sindaco di Mosca, sfidando proprio Putin e ottenendo il 27 per cento dei consensi (accusò gli avversari di brogli). Nel 2012, Alexei è stato uno dei leader delle proteste successive alle elezioni legislative del 4 dicembre, dove si sospetta che ci siano stati altri brogli e violazioni di vario tipo.

Il New York Times definì Navalny "l'uomo maggiormente responsabile della straordinaria fiammata di attivismo antigovernativo". Pure in quelle proteste, l'oppositore di Putin venne arrestato. In Russia si è parlato molto dei metodi di lotta alla corruzione di Alexei: Navalny acquistava piccole quote di società controllate dallo Stato, molte delle quali con consiglieri di amministrazione di nomina governativa. In qualità di piccolo azionista, Navalny aveva il diritto di ottenere informazioni sulla gestione del capitale: faceva quindi domande sulla destinazione del denaro, sulle decisioni sui dividendi, su quali enti beneficiassero di una donazione. Quindi, raccontava tutto su sul blog, sul quale organizzava anche campagne e petizioni.

Alexei Navalny

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