Charlie Hebdo, chi sono le vittime: ecco l'elenco con tutti i nomi

Il bollettino al momento è di 12 vittime, tra cui il direttore di Charlie Hebdo e i vignettisti Georges Wolinsk, Jean Cabut e Bernard Verlhac. Ucciso anche l'economista Bernard Maris e due agenti della polizia

Tribute To Victims Killed During Attack At Satirical Magazine Charlie Hebdo At Place De La Republique In Paris

8 gennaio 2015, 01.25: appena diramato l'elenco completo delle vittime dell'attacco armato al Charlie Hebdo.

- Charb, al secolo Stéphane Charbonnier, 47 anni, disegnatore, direttore del Charlie Hebdo
- Cabu, al secolo Jean Cabut, 76 anni, disegnatore
- Georges Wolinski, 80 anni, disegnatore
- Tignous, al secolo Bernard Verlhac, 57 ans, disegnatore
- Bernard Maris, anche detto «Oncle Bernard», 68 anni, economista, cronista per Charlie Hebro.
- Honoré, 73 anni, disegnatore
- Michel Renaud, fondatore del Rendez-vous du carnet de voyage de Clermont-Ferrand
- Franck Brinsolaro, 49 anni, poliziotto
- Ahmed Merabet, 42 anni, poliziotto
- Mustapha Ourrad, correttore di bozze
- Frédéric Boisseau, agente di servizio
- Elsa Cayat, psicalanista e cronista

Ore 17:17 - E' di pochi minuti fa il nome di un'altra vittima finita sotto il fuoco degli attentatori di Charlie Hebdo: si chiama Michel Renaud, fondatore del festival Rendez-vous du carnet de Voyage che si tiene a Clermont Ferrand. L'uomo era presente in redazione assieme ad un altro membro dell'associazione, Gérard Gaillard, che è riuscito a sfuggire alla sparatoria. I due uomini erano a Parigi per incontrare Cabu, che era l'ospite d'onore dell'ultima edizione della Biennale.

Un attacco al cuore della satira e della libertà di stampa. Questo è soprattutto il significato dell'attentato di stamattina a Charlie Hebdo, settimanale satirico francese di ispirazione laica e repubblicana con sede a Parigi.

Il bollettino dell'attentato è di otto feriti, di cui quattro gravissimi e almeno 12 vittime, uccise sotto i colpi di kalashnikov dei tre uomini che hanno fatto irruzione nel giornale durante la riunione di redazione. Tra questi c'è il direttore Stephane Charbonnier, meglio noto come Charb, firma con la quale siglava le sue vignette satiriche.Collaborava anche con altre riviste, come L’Humanité, quotidiano del partito comunista, Fluide Glacial e l’Echo des Savanes. Vignettista, come lo erano Georges Wolinski, molto famoso anche in Italia per la sua collaborazione con Linus, il 76enne Jean Cabut, conosciuto come Cabu e Bernard Verlhac, detto Tignous, vignettista per Charlie Hebdo ma anche Marianne e Fluide Glacial. Personaggi popolari in Francia, non soltanto vignettisti e fumettisti ma attenti osservatori della realtà francese, disegnata per l'opinione pubblica con tratto irriverente e ironico.

Bernard Verlhac
Charlie Hebdo, le vittime Bernard Verlhac Stephane Charbonnier Georges Wolinski e Jean Cabut

Passano le ore e si scopre che tra le vittime c'è anche l’economista ed editorialista Bernard Maris. Collaboratore di diversi settimanali e della radio France Info, aveva una rubrica di economia sul settimanale satirico. Si trovava lì per la consueta riunione di redazione del mercoledì. Sul numero di questa settimana, Maris aveva pubblicato una recensione molto positiva al libro di Michel Houellebecq Sottomissione, che immagina una Francia governata da un partito islamista.

Uccisi anche due agenti di polizia,  uno di nome Ahmed, 42 anni, di stanza presso la stazione di polizia nel 11 ° Arrondissement.E' l'uomo che nel video che gira da stamattina sui media e i social network viene ucciso con un colpo alla testa dopo essere stato ferito dai due uomini armati. Il secondo invece, di cui non si sa il nome, aveva 49 anni ed era all'interno della redazione mandato per proteggere il direttore Charb, entrambi morti durante l'attacco. Gli agenti erano presenti sul posto per garantire la sicurezza dell'edificio - già nel 2011 Charlie Hebdo aveva subito un attentato e da allora era sotto sorveglianza - e cinque giornalisti presenti al momento in redazione, non ancora identificati.

Un "massacro", così ha commentato Coco, vignettista del settimanale sopravvissuta alla tragedia: è stata lei che gli attentatori hanno costretto a far difigare il codice per entrare nella sede. "E' durato 5 minuti...io mi sono rifugiata sotto una scrivania... Parlavano un ottimo francese e sostenevano di essere di al Qaeda in Yemen".

 

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