Allerta terrorismo, due cittadini libici ricercati a Roma: "Soggetti islamici pericolosi"

Anche il ministro della Difesa interviene sull'allerta terrorismo e annuncia che i soldati in strada saranno più di 4000. Alfano ha confermato l'espulsione di 9 soggetti ritenuti sospetti. Due uomini ricercati a Roma.

libici ricercati a Roma

18 febbraio 2015 - L’esclusiva, sempre che di esclusiva di può parlare di fronte a un rischio che riguarda la popolazione, arriva da l’Espresso: due presunti terroristi islamici, originari della Libia, si nasconderebbero a Roma.

I due presunti estremisti (uno sotto i 30 anni, con i capelli corti, l'altro più giovane, alto e con le treccine) sono considerati molto pericolosi, e poco tempo fa hanno tentato di comprare armi da fuoco sul mercato nero della Capitale. Così facendo si sono traditi: qualcuno ha capito le loro intenzioni, ha sentito puzza di bruciato e ha subito informato i servizi antiterrorismo, che ora stanno setacciando la Capitale per arrestarli.

Il quotidiano parla di tensione alle stelle e cita la nota diffusa dall’Arma agli uomini che stanno eseguendo le ricerche a tappeto in tutta la città:

Si tratta di soggetti islamici pericolosi, sospettatati di terrorismo. Caso rintraccio fermarli con le dovute precauzioni, perquisirli sul posto e accompagnarli in caserma, informandone subito il comandante.

L’allerta su tutto il territorio italiano è altissima ormai da giorni, dopo i tragici eventi di Parigi, e gli ultimi sviluppi in Libia - con minacce concrete nei confronti del nostro Paese - non fanno che intensificare i controlli e la caccia ai possibili sospetti.

Allerta terrorismo, quattro perquisizioni a Pistoia

BELGIUM-EU-HOME AFFAIRS COUNCIL

11 febbraio 2015 - Giorni intesi per la lotta al terrorismo - o meglio la sua prevenzione - anche nel nostro Paese. Pochi giorni dopo l’arresto di un presunto terrorista nel Palermitano e l’espulsione di uno studente turco a Pisa, oggi una nuova operazione antiterrorismo è stata condotta a Pistoia nei confronti di quattro persone, quattro cittadini ritenuti islamici radicali dagli inquirenti e già noti alle forze dell’ordine.

I militari della DIGOS hanno perquisito quattro abitazioni alla ricerca di armi e altri elementi, ma l’operazione, almeno per ora, non ha portato ad alcun risultato. Le autorità hanno precisato che dalle quattro abitazioni sono stati prelevati dei documenti che saranno ora analizzati e valutati.

L’operazione di oggi, lo ha spiegato la Questura di Pistoia, rientra in un'ottica ben più ampia di verifica in maniera estemporanea e sono frutto di un'attività che viene da lontano.

Alfano: “Abbiamo espulso 9 soggetti”. Gentiloni: "Sì al registro dei passeggeri"

19 gennaio 2015 - Riuniti oggi a Bruxelles i ministri degli Esteri dell'Unione. Paolo Gentiloni è intervenuto sulla discussa proposta di istituire un registro dei passeggeri aerei (Pnr). "Oggi mi aspetto una importante presa di posizione politica sul provvedimento più importante, quello che riguarda il registro dei passeggeri. Bisogna trovare un punto di equilibrio tra privacy e sicurezza ma serve mettere al primo posto la sicurezza senza rinunciare alle libertà europee".

Dello stesso avviso il ministro Alfano, intervenendo stamane a "La Telefonata" su Canale 5: "Si rinuncia a un pezzo di privacy in cambio di un pezzo di sicurezza in più".

18 gennaio 2015 - L’indiscrezione trapelata poche ore fa è stata confermata oggi dal ministro dell'interno, Angelino Alfano:

Dalla fine di dicembre abbiamo espulso 9 soggetti: 5 tunisini, un turco, un egiziano, un marocchino e un pachistano.

I nove soggetti avrebbero tenuto contatti non ben specificati con elementi vicini ad Al Qaeda e allo Stato Islamico. Il Corriere Della Sera, che per primo ha dato voce alle indiscrezioni, scrive:

Alcuni frequentano le moschee, altri vivono più defilati, si vedono in luoghi riservati. Non hanno progetti immediati di attentato, nè sembrano in grado di passare all’azione. Ma frequentano i siti internet di matrice jihadista , sono interessati ai manuali di istruzione per la fabbricazione di esplosivi, a quelli di addestramento di tipo militare. Qualcuno ha manifestato l’intenzione di partire. Altri fanno opera di proselitismo tra i propri connazionali.

Il ministro Alfano, in conferenza stampa, non ha fornito dettagli aggiuntivi, si è limitato a confermare che è stato radiografato un numero di soggetti molto superiore a 100 e che questo lavoro di controllo e approfondimento si sta intensificando sempre di più.

Al momento, è bene precisarlo, non esiste un pericolo reale per il nostro Paese, o almeno non ci sono elementi che lo farebbero pensare. Alfano ha anche precisato il numero foreign fighters passati per l’Italia è salito a 59, compresi i cinque cittadini italiani partiti per la Siria. Nessuno di loro risulta presente in Italia in questo momento.

La Questura di Roma: "Le redazioni giornalistiche aumentino la sicurezza"

Pinotti

14.00 - La Questura di Roma ha annunciato oggi di aver

predisposto e reso operativo un piano, coordinato con le altre forze di Polizia, che prevede un rafforzamento delle misure di sicurezza per gli obiettivi sensibili più a rischio alla luce dei recenti avvenimenti occorsi in Francia e dell’esigenza di prevenire eventuali analoghi episodi.

con la stessa nota sono state invitate tutte le redazioni giornalistiche a dotarsi

delle più idonee misure di sicurezza passiva, quali blindature di ingressi e/o metal detector e sistemi di videosorveglianza da collegare con le sale operative della Polizia di Stato o con quella del Comando Provinciale dei Carabinieri.

in linea con la nota inviata il 10 gennaio scorso a Questure e Prefetture dal capo della Polizia Alessandro Pansa.

14 gennaio 2015 - Dopo le dichiarazioni di Angelino Alfano, oggi anche Roberta Pinotti annuncia delle novità in materia. Il ministro della Difesa, in un'intervista a Il Messaggero, ha detto che ci saranno più soldati in strada per difendere il nostro paese dalla minaccia del terrorismo.

Pinotti ha spiegato che "laddove le Forze armate possono essere utili per liberare le forze di polizia impiegate nel presidio e nel pattugliamento del territorio, la disponibilità è massima". Dunque, torneranno ad essere più di 4.000 (cioè come predisposto dall'operazione Strade Sicure) i militari presenti sul territorio, e "se necessario anche di più".

Il compito delle Forze armate sarà quello di presidiare gli obiettivi sensibili: ambasciate, aeroporti, scuole ebraiche.

La decisione di innalzare la presenza dei militari nelle strade sarà presa dal Consiglio dei Ministri, congiuntamente a quella inerente al pacchetto anti-terrorismo del Viminale.

Su una eventuale revisione degli accordi di Schengen, però, Pinotti si è detta contraria:

"Ripristinare i blocchi tra i nostri confini è un cedimento pericoloso, che non risolve il problema della sicurezza. Vanno individuati e seguiti coloro che sono pericolosi. In questo senso c'è bisogno di un maggiore scambio di informazioni anche sulle liste dei passeggeri, vanno chiusi i siti web che fanno proselitismo e si devono poter ritirare i passaporti delle persone sospette"

Tale precisazione arriva dopo la presa di posizione di molti politici europei e italiani in favore di una sospensione del trattato di libera circolazione. A tale riguardo, evidenziamo che ieri Marine Le Pen ha definito Schengen "un'idea folle" .

Innalzati i livelli di sicurezza anche in Italia

10 gennaio 2015 - Il ministero dell’Interno Angelino Alfano l’aveva preannunciato, oggi invece è arrivata la circolare. Alessandro Pansa, capo della Polizia di Stato, ha innalzato le misure di sicurezza nel nostro Paese, misure che erano già state intensificate nei giorni scorsi, subito dopo l’attentato nella sede parigina di Charlie Hebdo.

Con la nuova circolare diffusa oggi in accordo col ministro dell’Interno si invitano i prefetti e i questori su tutto il territorio italiano di verificare l’esistenza e la rispondenza delle principali misure di sicurezza.

Questo significa metal detector e sistemi di videosorveglianza per gli obiettivi definiti sensibili, dagli edifici di culto alle scuole, passando, proprio alla luce di quanto accaduto in Francia, con gli organi di informazioni ritenuti a rischio. Occorre verificare non soltanto che queste misure esistano, ma che siano attive e collegate con le sale operative delle forze dell'ordine.

L'attuale scenario internazionale, con particolare riferimento agli episodi avvenuti in Francia, necessita di una rivisitazione delle disposizioni di sicurezza e degli obiettivi a sottoporre a vigilanza.

Pansa invita anche gli stessi questori e prefetti a promuovere urgentemente delle riunioni tecniche di coordinamenti per raccogliere indicazioni e individuare così tutti i possibili obiettivi sensibili.

E’ bene precisare, per evitare allarmismi di vario genere, che si tratta di misure a titolo cautelativo. Lo stesso Alfano, ieri, nel riferire alla Camera, aveva sottolineato che

Non abbiamo in questo preciso momento segnali che indichino l'Italia o gli interessi italiani come esposti a specifiche e attuali forme di rischio.

Foto | L'Espresso

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